•  
  •  
​​​​​​​Direttore: Pasquale Sacino - Redazione: Mettstr. 75 - 2504 Bienne - Telefono: 032 345 20 24 - rinascita@bluewin.ch​​​​​​​
image-10378898-Svizzera_e_Italia-16790.jpg

INSIEME SI MIGLIORA IL PRESENTE

E SI COSTRUISCE UN FUTURO MIGLIORE ​​​​​​​

image-10331732-berna-capitale-45c48.png

Voto a 16 anni bocciato in commissione

Col solo voto preponderante del suo presidente, l'Udc argoviese Andreas Glarner, la Commissione delle istituzioni politiche del Nazionale (Cip-N) ha respinto l'idea di abbassare da 18 a 16 anni il diritto di voto a livello federale come chiede l'iniziativa parlamentare di Sibel Arslan (Verdi/Bs). Al voto la proposta ha pareggiato 12 a 12, ciò che ha obbligato Glarner a dirimere la "vexata quaestio", nel senso sfavorevole all'iniziativa.
Secondo l'esigua maggioranza della Cip-N, precisa una nota odierna dei servizi parlamentari, prima di agire a livello federale occorre seguire l'evoluzione nei Cantoni. La Cip-N considera inoltre problematico il fatto di poter esercitare i propri diritti politici prima di aver raggiunto la maggiore età civile. Ritiene inoltre inopportuno creare differenze tra gli aventi diritto di voto, garantendo ad alcuni solo il diritto di voto attivo.
Per la minoranza, invece, la possibilità di partecipare a votazioni ed elezioni è un buon modo per iniziare i giovani alla vita politica. Una volta raggiunta la maggiore età subentrerebbe anche il diritto di voto passivo. La Confederazione dovrebbe dare l'esempio e concedere ai giovani il diritto di voto attivo a 16 anni, anche perché saranno proprio loro a doversi fare carico delle decisioni politiche prese oggi, sottolinea la nota. 

Richiamato un lotto di Algifor Liquid Caps 400

 Le confezioni in questione, vendute a partire dal 3 marzo scorso, potrebbero contenere un altro medicinale e verranno sostituite gratuitamente.  Verfora SA ha deciso, in accordo con Swissmedic, di richiamare per precauzione alcune confezioni di un lotto del farmaco Algifor Liquid Caps da 400 mg. Tali confezioni potrebbero in effetti contenere un altro medicinale. Lo indica oggi in una nota l’Ufficio federale del consumo, precisando che verranno sostituite gratuitamente.
Non si può escludere completamente che alcune confezioni del lotto menzionato contengano un «blister» (involucro plastificato trasparente in alluminio per capsule o compresse ndr.) di un altro medicinale (Dioctyl, prodotto contro la stitichezza), aggiunge l’UFDC. Inoltre è possibile che il numero di lotto e la data di scadenza non siano riportati sulla confezione.
Il problema riguarda il seguente lotto: numero 309168A di Algifor Liquid Caps, 400 mg. Le confezioni interessate sono state vendute a partire dal 3 marzo 2020. Chi è in possesso di confezioni facenti parte di questo lotto, è pregato di verificare se il «blister» riporta la scritta «Algifor». Nel caso la confezione dovesse contenere il prodotto Dioctyl, si prega di riportarla immediatamente al proprio medico, farmacista o droghiere.

Tutti gli allentamenti dal 6 giugno: terzo passo verso la normalità

Simonetta Sommaruga e Alain Berset

Oltre ai provvedimenti sui confini, il Consiglio federale nella sua seduta odierna ha deciso ampi allentamenti dal 6 giugno 2020, visto l’andamento positivo dell’epidemia. Potranno nuovamente essere svolte manifestazioni con fino a 300 persone. Saranno ammessi gli assembramenti spontanei di non più di 30 persone e potranno riaprire tutte le strutture per il tempo libero e turistiche. Il Consiglio federale ha inoltre deciso di revocare il 19 giugno 2020 la situazione straordinaria ai sensi della legge sulle epidemie.
"Da metà marzo, il Consiglio federale aveva annunciato la situazione d’emergenza. La situazione ora è molto migliorata", ha detto la presidente Sommaruga annunciando che dal 19 giugno questa sarà revocata. "Oggi sappiamo che il virus può essere tenuto sotto scacco e sappiamo come farlo. Gli allentamenti non sono una buona notizia solo per la popolazione ma anche per l’economia. Se tutto andrà bene, il 24 di giugno verranno ordinate ulteriori agevolazioni".
"Abbiamo una delle situazioni più aperte tra i paesi che ci circondano, ed è così perché la popolazione ha accolto le misure che abbiamo proposto, resteremo prudenti e continueremo a monitorare la situazione", ha poi detto il consigliere federale Alain Berset, spiegando che gli assembramenti troppo numerosi restano pericolosi. Riguardo alle persone a rischio, Berset ha detto di continuare a tenere alta la guardia, ma "le persone anziane possono riprendere la loro vita sociale, andare in giro e i nonni possono curare i nipoti. Molti anziani sono stati molto disciplinati. La distanza di due metri rimane in vigore, ad esempio tra tavoli al ristorante, perché si vuole evitare che persone che non si conoscono possano entrare in contatto", ha dichiarato Berset. "I grandi eventi con più di 1000 persone - ha poi precisato - restano per ora vietati nel nostro Paese fino a fine agosto". Riguardo agli eventi sportivi: "Vale sempre quello che ha deciso il Consiglio federale: ora monitoreremo la situazione fino al 24 giugno e lì ci sarà un altro allentamento per lo sport. Per ora la distanza rimane un punto centrale".
Dopo le decisioni prese dal Consiglio federale di allentare dapprima il 27 aprile e in seguito l’11 maggio una parte dei provvedimenti adottati per proteggere la popolazione dalla COVID-19, non è stato registrato alcun aumento degli indicatori epidemiologici. Da diverse settimane il numero delle nuove infezioni, come pure quello dei ricoveri in ospedale e dei decessi si sono stabilizzati a un livello molto basso. Daniel Koch, delegato federale per il Coronavirus ha spiegato che "se ci fosse una ripresa dei contagi bisognerebbe andare a vedere il perché analizzando le cifre. Per l’estate dobbiamo continuare a tracciare tutti i casi in modo che tutto funzioni se ci sarà un nuovo aumento. In autunno bisognerà monitorare molto bene la situazione".
Ecco tutti gli allentamenti dal 6 giugno
Deve essere garantito il tracciamento dei contatti stretti .Per questo motivo il Consiglio federale ha deciso di allentare in ampia misura il 6 giugno le restrizioni ancora in vigore. La condizione per la riapertura è che siano disponibili piani di protezione per tutte le strutture e manifestazioni. Dovranno inoltre continuare a essere rispettate le regole d’igiene e di distanziamento sociale. Se non è possibile mantenere le distanze, dovrà essere garantito il tracciamento dei contatti stretti, per esempio mediante un elenco delle presenze.
Divieto di assembramento: 30 persone invece di 5
Il divieto di assembramento nei luoghi pubblici, sui sentieri e nei parchi è allentato: dal 30 maggio 2020 il numero massimo di persone consentito passerà da 5 a 30. La raccolta di firme nello spazio pubblico sarà ammessa già dal 1° giugno, a condizione che sia rispettato il pertinente piano di protezione. Ai comitati degli iniziativisti e referendisti è messo a disposizione un piano standard. La sospensione dei termini per le domande di referendum e le iniziative popolari federali vige ancora fino alla fine di maggio.
Consentite le manifestazioni con fino a 300 persone
Dal 6 giugno saranno nuovamente ammesse le manifestazioni pubbliche e private con fino a 300 persone. Tra queste rientrano per esempio gli eventi familiari, le fiere, i concerti, le rappresentazioni teatrali e le proiezioni di film, come pure le manifestazioni politiche e della società civile. Il Consiglio federale deciderà il 24 giugno 2020 in merito alle manifestazioni con più di 1000 persone e a ulteriori allentamenti. Le grandi manifestazioni con più di 1000 persone restano vietate sino al 31 agosto 2020.
Nuovamente consentite le competizioni sportive in presenza di pubblico
Per le manifestazioni sportive valgono le stesse regole come per tutte le altre manifestazioni. Le competizioni di discipline sportive che comportano un contatto fisico stretto e costante, come la lotta svizzera, il judo, il pugilato o la danza sportiva di coppia, restano vietate probabilmente fino al 6 luglio 2020. Gli allenamenti saranno nuovamente consentiti per tutte le discipline sportive, senza limitazioni relative alle dimensioni dei gruppi, dal prossimo 6 giugno. Questo allentamento riguarda anche le attività sportive che prevedono un contatto fisico stretto tra i partecipanti: in tal caso gli allenamenti dovranno svolgersi in squadre a composizione stabile e andrà tenuto un elenco delle presenze.
Consentiti i campi di vacanze per bambini e adolescenti
L’estate è solitamente la stagione dei campi di vacanze per bambini e adolescenti e numerosi Comuni predispongono strutture diurne durante le ferie scolastiche. Dal 6 giugno queste attività saranno nuovamente consentite, a condizione che vi sia un piano di protezione e che i bambini e gli adolescenti trascorrano le giornate nel limite del possibile in gruppi a composizione stabile. I campi di vacanze potranno accogliere al massimo 300 partecipanti e gli organizzatori dovranno tenere un elenco delle presenze.
Riapertura degli impianti turistici, dei campeggi, dei giardini zoologici e delle piscine
Il prossimo 6 giugno potranno riaprire gli impianti di risalita, i campeggi e le strutture turistiche come le piste da slittino estive o i parchi avventura. Negli impianti di risalita dovranno essere rispettate le regole d’igiene e di distanziamento sociale che valgono anche sui trasporti pubblici. Potranno riaprire i battenti anche tutte le strutture ricreative e per il tempo libero, quali le case da gioco, i parchi di divertimento, i giardini zoologici e botanici, comprese le piscine e i centri benessere. Sempre dal 6 giugno, infine, saranno nuovamente consentite le attività nei locali erotici e le offerte della prostituzione.
Strutture di ristorazione: consentito accogliere gruppi numerosi
Il 6 giugno sarà abrogato il divieto di accogliere gruppi di più di quattro persone e saranno di nuovo permesse attività come il biliardo o la musica dal vivo. Le strutture dovranno garantire la ricostruzione dei contatti: per ogni gruppo di più di quattro persone che accoglieranno dovranno annotare i dati di contatto di un suo componente. Le ordinazioni dovranno essere consumate ancora esclusivamente stando seduti. Tutti i locali dovranno chiudere entro mezzanotte, anche le discoteche e i locali notturni, che dovranno inoltre tenere un elenco delle presenze e non potranno permettere più di 300 ingressi per sera.
Insegnamento presenziale nelle scuole medie superiori, nelle scuole professionali e nelle scuole universitarie
Dal 6 giugno sarà di nuovo consentito l’insegnamento presenziale nelle scuole medie superiori, nelle scuole professionali e nelle scuole universitarie (livello secondario II, livello terziario e formazione continua). Le modalità della ripresa dell’insegnamento presenziale saranno definite dai Cantoni e dagli istituti di formazione, che saranno liberi di impostarlo come preferiranno e potranno continuare a prevedere lezioni a distanza.
Restano valide le raccomandazioni sul telelavoro
Le aziende hanno ormai maturato esperienze approfondite con il telelavoro. Sono quindi libere di decidere autonomamente sul ritorno al posto di lavoro dei propri dipendenti. Il Consiglio federale raccomanda però di ricorrere ancora, dove possibile, al telelavoro, anche per evitare di sovraccaricare i trasporti pubblici. I dipendenti particolarmente a rischio continuano a essere protetti. Il datore di lavoro resta tenuto a far lavorare da casa i dipendenti particolarmente a rischio. Se la presenza di un dipendente sul posto di lavoro è indispensabile, deve proteggerlo adeguando appropriatamente i processi o la postazione di lavoro.
La situazione straordinaria terminerà il 19 giugno 2020
Considerata l’evoluzione epidemiologica, il Consiglio federale ha deciso di porre fine il 19 giugno 2020 alla situazione straordinaria ai sensi della legge sulle epidemie. Da allora varrà di nuovo la situazione particolare. Coerentemente con quanto deciso, il Consiglio federale prepara il trasferimento delle disposizioni rilevanti dell’ordinanza 2 Coronavirus in una legge Coronavirus urgente con validità limitata che sarà presumibilmente posta in consultazione il 19 giugno 2020.

Fumata nera sulla riapertura delle frontiere con l'Italia

Karin Keller-Sutter

Ancora nessuna decisione è stata presa in merito alla riapertura dei confini con l'Italia. Secondo il Consiglio federale, la data del 3 giugno fissata da Roma è troppo ravvicinata. Dal 15 giugno, come noto, saranno invece aboliti i controlli alle frontiere con Austria, Germania e Francia. Le novità riguardo l'allentamento delle restrizioni d'entrata, introdotte per contrastare il coronavirus, a partire dall'8 giugno, sono state presentate oggi in conferenza stampa a Berna dalla consigliera federale Karin Keller-Sutter. Da questa data, saranno nuovamente trattate tutte le domande dei lavoratori provenienti dagli Stati dell'Unione europea e dell'Associazione europea di libero scambio (Aels).
Via libera alle assunzioni da Stati terzi
Inoltre, le aziende elvetiche potranno tornare ad assumere lavoratori altamente qualificati da Stati terzi, a condizione che ne abbiano urgentemente bisogno e che il loro ingaggio sia nell'interesse pubblico. Nel contempo sarà ristabilito l'obbligo, temporaneamente sospeso, di annunciare i posti di lavoro vacanti per le persone residenti in Svizzera e sprovviste di un'occupazione.
Prematuro abrogare i controlli con l'Italia
Riguardo la riapertura delle frontiere, l'esecutivo ha informato l'Italia di ritenere la data del 3 giugno prematura per pensare di abrogare i controlli. Il governo intende coordinare con la vicina Penisola e gli altri Paesi limitrofi tale passo ed eventuali provvedimenti sanitari di confine. Saranno coinvolti anche i Cantoni di frontiera, in particolare, come richiesto da Bellinzona, il Ticino.
Ristabilire libertà di viaggio nello spazio Schengen
Confermata per contro dal 15 giugno la libertà totale di viaggio con Austria, Germania e Francia. I competenti ministeri delle quattro nazioni già a inizio maggio si erano accordati in questo senso e l'evoluzione sanitaria positiva permette di tener fede all'intesa trovata allora. Sempre che lo sviluppo dell'epidemia lo consenta, l'obiettivo è di ristabilire del tutto al più tardi entro il 6 luglio la libertà di viaggio nello spazio Schengen e la libera circolazione delle persone. Il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) intende adeguare gradualmente l'elenco dei Paesi a rischio.

Fare la spesa in Italia resta vietato, per ora

Mario Gattiker

Dal 15 giugno sarà invece nuovamente possibile effettuare acquisti in Germania, Francia e Austria e poi tornare in Svizzera. Alla conferenza stampa odierna sul coronavirus era presente anche il segretario di Stato della migrazione Mario Gattiker che ha fatto il punto sulle frontiere (nessuna novità in merito ai colloqui in corso con l'Italia): dal 15 giugno vigerà nuovamente la libera circolazione delle persone con Germania, Francia e Austria. Ciò permetterà anche ad esempio l'entrata sul territorio svizzero di turisti olandesi in arrivo dalla Germania, ha precisato Gattiker. Sarà pure possibile recarsi in questi Paesi per fare acquisti, pratica che invece rimarrà vietata su suolo italiano (a meno che nel frattempo non si trovi un'intesa con Roma sulla riapertura delle frontiere).
Dal 15 giugno potranno nuovamente entrare in Svizzera anche pensionati e disoccupati. L'obiettivo, ha ribadito il segretario di Stato, è di reintrodurre la libera circolazione in tutto lo spazio Schengen dal 6 luglio. A partire da questa data il Consiglio federale deciderà poi come comportarsi anche con le persone provenienti da Stati terzi: per reintrodurre il visto è necessario trovare un'intesa con tutti gli altri Paesi Schengen. Per quanto riguarda il lavoro ridotto, Boris Zürcher, direttore della divisione lavoro presso la Seco, ha annunciato che dal 31 maggio gli apprendisti non potranno più beneficiarne. Il motivo? I tirocinanti devono recarsi sul posto di lavoro per essere formati, ha indicato Zürcher. 

Svizzera cassaforte degli italiani
Coronavirus, fuga dei risparmi all’estero

La crisi economica provocata dalla pandemia di coronavirus sta mobilitando gli italiani a portare i loro risparmi al sicuro. Aumentano i flussi di denaro che finiscono depositati all’estero, e la Svizzera si conferma la cassaforte preferita.
La crisi economica provocata dalla pandemia di coronavirus, sta facendo aumentare il debito pubblico mese dopo mese. I risparmiatori italiani sono molto preoccupati, soprattutto ora che si sono alzate le voci di una possibile imposta patrimoniale e che le iniziative di alcuni parlamentari ruotano attorno a un prelievo di solidarietà per i redditi più alti.
Per questo motivo, come viene riportato da Il Sole 24 Ore, si sta assistendo a un fenomeno che, se in tempi diversi non avrebbe destato stupore, ad oggi sta facendo molto riflettere: soprattutto per i lati negativi che un meccanismo del genere può provocare al nostro Paese. Sono tanti, infatti, gli italiani che cercano di mandare il loro capitale lontano, all’estero. Lavoratori, non solo milionari: Svizzera paradiso fiscale dei risparmi
“Ricevo telefonate dall’Italia quasi ogni giorno. Mi chiamano perché vogliono aprire un conto che non sia in euro e vogliono mettere i soldi al sicuro, qui in SvCarattereizzera, chi per 80mila, chi per 150mila euro. Questa volta non sono milionari ma lavoratori dipendenti, anche impiegati statali“. Così parla l’avvocato Enzo Caputo, fondatore dello studio legale Caputo & Partners, che dal suo ufficio nel centro di Zurigo spiega ai giornalisti il fenomeno che gli si è presentato davanti in queste ultime settimane.
La paura di una patrimoniale sta mobilitando gli italiani a mettere al sicuro i loro risparmi, che non vengono investiti ma protetti in banca, al sicuro. Sono stati quindi 16,8 miliardi gli euro che lo scorso marzo sono stati depositati nei conti correnti, ovvero il 254% in più rispetto allo stesso mese del 2019, mentre il Btp Italia registra una raccolta record del valore di 22,3 miliardi. In queste ultime settimane, però, i movimenti di capitali dall’Italia verso i Paesi stranieri si sono intensificati, e ancora continua il dibattito sul rientro dei capitali dall’estero.
Sarebbero infatti ben 200 miliardi gli euro dei risparmiatori italiani finiti fuori dall’Italia, con l’ultima “voluntary disclosure” dell’Agenzia delle entrate che mostra invece quasi 60 miliardi di denaro italiano all’estero nel 2015, depositati soprattutto in Svizzera (70%), ma anche nel Principato di Monaco (7,7%), alle Bahamas (3,7%), a Singapore (2,3%), in Lussemburgo (2,2%) e a San Marino (1,9%). Ma in questi paradisi fiscali ci sarebbero almeno 142 miliardi di euro nascosti dai contribuenti italiani, ovvero circa l’8,1% del Pil. Senza contare poi gli immobili, i contanti, le criptovalute, le opere d’arte, i diamanti, l’oro, le auto di lusso, gli oggetti di antiquariato e le polizze vita: tutti fattori che fanno alzare di molto la cifra di cui si sta parlando.
Con il verificarsi della Brexit, l’Italia è diventata il terzo Paese nell’Unione europea per quantità di ricchezza accumulata nei centri offshore, preceduta dalla Francia (277 miliardi) e dalla pima in classifica Germania (331 miliardi di euro). Questo, tra l’altro, nonostante il calo registrato tra dall’Ocse tra il 2008 e il 2019, che parla di una perdita del 24% (410 miliardi di dollari) dei depositi effettuati offshore. E proprio la Svizzera, riporta sempre il Sole 24 Ore, pare stia dunque tornando “la cassaforte dei soldi degli italiani“, meta preferita dei risparmi ai tempi del coronavirus.

I siti che tengono    traccia del contagio

image-10497932-unnamed-d3d94.gif

Liberi tutti. Dal 3 giugno confermati spostamenti tra tutte le regioni

Il 3 giugno resta il "d-day". Dalla prossima settimana gli italiani potranno spostarsi da una regione all’altra senza restrizioni e senza doversi portare in tasca la tanto temuta autocertificazione. La decisione arriva dopo una riunione di circa 2 ore tra il premier, Giuseppe Conte, i capi delegazione delle forze di governo, e il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia.
A convincere Palazzo Chigi ad ammainare definitivamente anche l’ultimo vessillo del lockdown sono i dati del monitoraggio dell’Iss sulla prima settimana di "sblocco", che hanno evidenziato l’assenza di particolari criticità, nonostante manchi ancora l’omogeneità su tutto il territorio. Motivo, questo, che aveva fatto ipotizzare lo slittamento di un’altra settimana per la riapertura. Anche perché Boccia ha respinto con forza proposte come i "passaporti sanitari" o il via libera a macchia di leopardo. Sullo sfondo resta comunque l’invito del ministro della Salute, Roberto Speranza, a proseguire sulla strada della «gradualità e della cautela». Ma «al momento non ci sono ragioni» per cambiare i programmi sugli spostamenti. Anche se «monitoreremo nelle prossime ore l’andamento della curva», assicura il responsabile del dicastero di Lungotevere Ripa. Ora manca il passaggio con i governatori, che attendono una convocazione dal governo e non è escluso che possa arrivare già nelle prossime ore.
«I dati sono sostanzialmente in linea con gli indicatori, aspettiamo un confronto con l’esecutivo nelle prossime ore», spiega il presidente della Liguria, Giovanni Toti. Per Luca Zaia è «fondamentale» rimuovere i blocchi senza alcuna distinzione, anche se «capisco le preoccupazioni di alcuni colleghi, che si sentono un po' la mamma dei loro cittadini e vogliono proteggerli. Ma abbiamo necessità di spostarci e io mi auguro che si possa aprire tutti insieme, anche a livello europeo». Sul tema, però, i primi segnali dall’Europa non sono incoraggianti. La Grecia, infatti, ha dato l’ok dal 15 giugno all’accesso ai cittadini di 29 Paesi, ma non dall’Italia.
Una mossa che il governatore veneto non digerisce: «Non mi sta bene quando ci additano come Wuhan d’Europa. Perché si aprono i confini magari francesi e i nostri no, quando la Francia ha avuto la stessa pandemia, solo più tardi. Il ministero degli Esteri deve farsi sentire». Il dito è puntato verso l’Ue: «La regia comunitaria non c’è, perché l’Austria può decidere da sola? Qui è tutto fai da te, non c’è riferimento europeo». Eppure tra le Regioni c’è chi chiedeva di «non essere frettolosi», come Enrico Rossi. Alla Toscana, infatti, non dispiace l’idea di rimandare la riapertura di qualche giorno «in attesa di maggiore uniformità dei dati». Stesso concetto espresso dal capo politico del M5S, Vito Crimi, a cui non piacciono le «aperture a singhiozzo», né le discriminazioni: «Chi viene dalla Lombardia non deve essere visto come un "untore" o portatore di virus, i cittadini hanno sofferto». Non è l’idea della governatrice della Calabria, Jole Santelli, per nulla preoccupata dell’arrivo dei lombardi: «Anzi, gli chiedo di venire». L’invito è rivolto anche al sindaco di Milano, Beppe Sala: «Lo porterei a fare un giro delle nostre bandiere blu». Dal 3 giugno potrà farlo liberamente.

L'Italia apre le porte, gli altri ce le chiudono

L'Italia apre le porte ma gli Italiani sono banditi dalle spiagge della Grecia ma non solo. E il ministro degli Esteri Luigi DiMaio prova a farsi sentire. Dal 3 giugno cadrà l'obbligo della quarantena di 14 giorni per i turisti e i lavoratori stranieri provenienti dai Paesi Schengen e dalla Gran Bretagna in Italia. Per il resto dei cittadini europei tale obbligo cadrà dal 15 giugno. Ma il pensiero di molti italiani è alle vacanze estive e alle limitazioni verso gli altri paesi. "In questi giorni ne ho sentite davvero tante sull’Italia. Non mi sembra il momento di fare polemiche, ma una cosa voglio dirla chiaramente: esigiamo rispetto", ha scritto su Facebook il ministro degli Esteri.
"Bisogna misurare sempre le parole e le azioni. Se qualcuno pensa di trattarci come un lazzaretto allora sappia che non resteremo immobili. La pazienza ha un limite. E per carità, capisco anche la competizione tra singoli Stati, è legittima, a patto però che sia sana e leale. Perché c’è un dato che rivendico con orgoglio: l’Italia è bella, unica, ha delle meraviglie pazzesche, delle spiagge fantastiche. E molto probabilmente non ha rivali. Adesso sul tema della riapertura dei confini serve una risposta europea, perché se si agisce in maniera diversa e scomposta viene meno lo spirito Ue. E crolla l’Europa». Sullo sfondo la decisione della Grecia e  di altri paesi di chiudere i confini per i turisti italiani ma anche la copertina della rivista olandese che raffigura gli italiani in ozio al mare mentre i paesi nordici mandano avanti la baracca europea. 
"Come Ministero degli Affari Esteri stiamo lavorando senza sosta - aggiunge -. Mercoledì 3 giugno verrà a Roma il ministro degli Esteri francese Le Drian. Sarà il suo primo viaggio all’estero dopo il lockdown e siamo felici che abbia scelto il nostro Paese. Un attestato  di vicinanza, che apprezziamo. Venerdì 5 invece io stesso andrò in Germania, sabato 6 sarò in Slovenia e martedì 9 in Grecia. In questi incontri spiegherò ai miei colleghi che l’Italia dal 15 giugno è pronta a ricevere turisti stranieri e che agiremo con la massima trasparenza - sottolinea Di Maio -. La situazione interna, tutti i dati sui contagi, saranno sempre pubblici. Spiegherò loro che non accettiamo black list e che noi non abbiamo nulla da nascondere, anzi. Abbiamo sempre agito con responsabilità e trasparenza e continueremo a farlo. Ma proprio per questo, appunto, ci aspettiamo rispetto. Viva l’Italia, non molliamo mai".

Giorgia Meloni regina del sondaggio

L’ultimo sondaggio realizzato da Ipsos per il Corriere della Sera registra l’impetuosa crescita di Giorgia Meloni, che al 28 maggio viene rilevata al 16,2%: quasi 10 punti in più rispetto alle elezioni europee di un anno fa. Ma soprattutto adesso Fratelli d’Italia è vicinissima al clamoroso sorpasso ai danni del Movimento 5 Stelle: i grillini sono al 16,7%, ovvero ad appena mezzo punto di distacco. Secondo Nando Pagnoncelli, la Meloni sta beneficiando sia del più elevato tasso di fedeltà degli elettori sia di quello di attrazione di nuovi elettori, a partire dai leghisti delusi: “Gode di un elevato posizionamento personale, con un apprezzamento ormai stabilmente più elevato di Salvini”.
Pur con qualche sbavatura, la Meloni è apparsa “più nazionale in un momento difficile. Dal punto di vista sociale - sottolinea Pagnoncelli - FdI recupera voti nel lavoro autonomo e tra i dipendenti pubblici dove, soprattutto nel Centro-Sud, aveva già un punto di forza”. Per quanto riguarda Matteo Salvini, invece, i dati rimangono ancora preoccupanti: la Lega è stata danneggiata dal lockdown, tanto che il 30 gennaio era al 32% mentre ora è rilevata al 24,3%. Il Pd sembrerebbe essere piuttosto vicino: soltanto tre mesi fa era ad oltre 10 punti di distacco, adesso è a -3 grazie al suo 21,2%. 

Libri e romanzi da leggere almeno una volta nella vita

Nel secondo dopoguerra i flussi dell'emigrazione italiana sono stati accompagnati da un'intensa attività di studiosi militanti che al desiderio di migliorare le condizioni di vita di milioni di migranti univano un intenso lavoro di ricerca. Tra loro ci fu Leonardo Zanier, che a metà degli anni Cinquanta si diresse in Svizzera. Lì, come viene ricostruito nel volume, trascorse gran parte della sua vita di militante politico sindacale, studiò le sfide della migrazione e scrisse alcune tra le più belle pagine della letteratura dell'emigrazione italiana nel mondo. Prefazione di Michele Colucci.
Leonardo Zanier è nato in Carnia, in Friuli, nel 1935. Sul finire degli anni Cinquanta, dopo un’esperienza sui cantieri edili in Marocco, Zanier emigra a Zurigo e si avvicina alle Colonie libere italiane, un’associazione antifascista fondata a Ginevra nel 1943, che assume un ruolo di primaria importanza nella difesa dei diritti degli italiani in Svizzera a partire dagli anni Cinquanta. Zanier si fa notare subito per intelligenza e abilità organizzative e a lui è affidato l’incarico di responsabile culturale dell’associazione. 
La formazione è la sua preoccupazione principale e l’attività in cui intravede la possibilità di aumentare il potere contrattuale dei suoi connazionali. Nel 1970 decide di importare l’esperienza dell’istituto Ecap-Cgil in Svizzera e così, nel 1970, nasce quello che oggi si chiama Ecap Svizzera, ente tra i più importanti della Confederazione nel campo della formazione per adulti. Zanier si fa conoscere e apprezzare anche come poeta in lingua friulana e scrittore di diversi saggi e racconti.

Nessuno si chiede perché ce ne siamo andati?

Italiani nel Mondo 

Regioni e Associazioni

74° anniversario della Repubblica Italiana
Basilea, il 2 giugno incontro in streaming

Aprirà le celebrazioni il messaggio augurale dell’ambasciatore d’Italia in Svizzera Silvio Mignano. Seguiranno i saluti del console in Basilea Pietro Maria Paolucci e della presidente del Comites Nella Sempio
“Il 2 Giugno ricorre il 74° anniversario della Repubblica Italiana, un anniversario particolare su cui pesa l’emergenza sanitaria in atto e le tante vittime causate del virus. Le celebrazioni saranno improntate alla sobrietà nel rispetto delle perdite subite e delle difficoltà sopportate dalle nostre genti. In un momento come questo, di inedita difficoltà per tutte e tutti i connazionali, questa Festa acquisisce, tuttavia, anche un decisivo significato di rinascita, all’insegna della tenacia e del sentimento di appartenenza della nostra coesa comunità”. Così il console d’Italia in Basilea Pietro Maria Paolucci e la presidente del Comites Nella Sempio in un messaggio ai connazionali con il quale annunciano che “è con un sincero e decisivo auspicio di
rinascita per l’Italia che il nostro Consolato, insieme al Com.It.Es della nostra Circoscrizione Consolare, ha deciso di unirsi ai connazionali attraverso un messaggio e un incontro virtuale che sappia far arrivare a chiunque desideri il nostro augurio”. “L’incontro – comunicano – si terrà il 2 giugno a partire dalle ore 18 in streaming e sarà veicolato dai  nostri canali social ufficiali grazie alla disponibilità e agli strumenti della Radio one five”. L’appuntamento inizierà con la trasmissione del messaggio augurale dell’ambasciatore d’Italia in Svizzera, Silvio Mignano. Seguiranno i saluti del console in Basilea Paolucci e della presidente del Comites Sempio. Per l’occasione “saranno premiati gli elaborati più originali e meritevoli dei bambini che hanno aderito al concorso Giovane è la Repubblica e straordinaria la sua Festa”. Le celebrazioni si concluderanno “con un dono musicale per i nostri connazionali”: un concerto che sarà integralmente trasmesso, a cura di Luca La Porta (basso), Elena Nikitina (piano), Pietro Maria Paolucci (sax tenore).
Si potrà seguire l’intera celebrazione attraverso la pagina Facebook di Radio OneFive https://www.facebook.com/RadioOneFive.ch/ , sul sito internet della stessa al seguente link http://www.radioonefive.ch/ e anche sulle pagine Facebook del Consolato e del Comites di Basilea. “Con l’augurio più sentito che il nostro piccolo contributo per la Repubblica Italiana sia sollievo per tutta la nostra comunità”, concludono il console Paolucci la presidente del Comites Sempio.
Si può seguire la celebrazione attraverso la pagina Facebook di Radio OneFive https://www.facebook.com/RadioOneFive.ch/ , sul sito
internet della stessa al seguente link http://www.radioonefive.ch/ e anche sulle pagine Facebook del nostro Consolato e del Com.It.Es di
Basilea.

Farnesina amplia le prerogative dei Comites

Importanti novità in vista per i Comites. Una piccola grande rivoluzione, che servirà a rendere più efficace il ruolo dei Comitati degli italiani all’estero in tutto il mondo, a beneficio dei nostri connazionali residenti oltre confine.L’iniziativa, dietro un’importante spinta del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, e del Sottosegretario agli Esteri Sen. Ricardo Merlo, persona che conosce molto bene il mondo dell’emigrazione (è stato Presidente di Comites e Membro CGIE) e sa quanto sia fondamentale il ruolo dei Comites per le nostre comunità.Ma veniamo ai cambiamenti, tutti positivi, tutti tesi a migliorare lo status quo.
Prima novità: sono in aggiornamento le regole per la rendicontazione dei bilanci dei Comites. La volontà del ministero degli Esteri è quella di semplificare il più possibile le procedure contabili e abbreviare i tempi per l’erogazione dei contributi. Operazioni più snelle, meno burocrazia, più efficienza.Cambierà la procedura di trasmissione della documentazione, grazie anche alle innovazioni informatiche implementate dal Direttore Generale per gli italiani all’estero alla Farnesina, Luigi Vignali; prevista anche l’eliminazione del calcolo del cambio in euro per i bilanci dei Comites operanti in Paesi che non adottano l’euro.
Misure che sono state richieste a più riprese dagli stessi Comites e dagli uffici consolari.La novità più importante è che saranno ora ammissibili anche le spese per attività culturali, ricreative e sportive, ove siano finalizzate, ovviamente, a favorire l’integrazione nella società locale dei nostri connazionali. Significa che i Comites avranno finalmente fondi e strumenti per organizzare eventi che riescano a coinvolgere le comunità italiane e allo stesso tempo a promuovere la cultura italiana e il marchio Italia.
Non è ancora finita. L’ultima novità riguarda la possibilità di ammettere a finanziamento – con l’assenso del MAECI – spese di viaggio per gli spostamenti e l’organizzazione di eventi anche fuori dalla circoscrizione consolare di riferimento.Si tratta di una novità fondamentale: in tal modo si consente ai Comites un più efficace coordinamento delle loro attività non solo nel Paese in cui operano, ma anche con la rete mondiale dei comitati.
Queste modifiche dovrebbero essere operative già a partire dal secondo semestre di quest’anno, proprio per favorire un nuovo slancio per i Comites, di cui saranno i nostri connazionali a beneficiare. Si attende solo il parere del CGIE, che a questo punto appare scontato.Nel frattempo, il Segretario Generale del CGIE, Michele Schiavone, con un messaggio ha ringraziato il Sottosegretario Merlo “per avere assunto l’iniziativa e promosso le modifiche sostanziali che saranno utili a rendere più efficace la presenza dei Comites nel mondo”. La Circolare sarà firmata a breve dal Direttore Generale Vignali, in attesa del parere del CGIE, che – lo diamo per scontato – sarà positivo.

Approvato il Programma Lucani nel mondo
Ticchio dalla Svizzera: grazie al Consiglio regionale di Basilicata

Giuseppe Ticchio

"Grazie al Presidente Carmine Cicala e ai consiglieri regionali, che con senso di responsabilità e appartenenza hanno dato voto favorevole all'approvazione del programma annuale 2019 e triennale 2019/2021 della Commissione regionali lucani nel mondo”. Così il presidente della Federazione Lucana in Svizzera, Giuseppe Ticchio per il quale “il voto favorevole dei consiglieri regionali non fa altro che iniettare fiducia nei tanti Lucani sparsi per il mondo, per far sì che questa fiducia si trasformi in un ritorno economico per tutto il territorio regionale e come linfa per le attività produttive di ogni ordine e grado che operano in Basilicata e in questo momento particolare non è una cosa da poco. Non si comprende  tuttavia il voto contrario dei tre consiglieri del M5s”.
 Conclude Ticchio: "nelle prossime settimane si auspica che il Consiglio Regionale incentivi il turismo di ritorno, le agevolazioni sull'Imu e Tare per tutti i lucani iscritti all'Aire nei 131 Comuni della Basilicata. come ho già riportato in occasione della giornata dei Lucani nel mondo. Queste due incentivazioni possono rivelarsi un tocca sana per l'economia regionale. In conclusione riporto il nostro motto: "Dove c'è un lucano la Basilicata fiorisce".
Giuseppe Ticchio presidente della Federazione lucana in Svizzera

Trecentomila euro i fondi  per Federazioni e Associazioni lucane

 Il Consiglio regionale ha approvato, oggi, a maggioranza (con 16 voti favorevoli di Fi, Lega, Idea, Iv, Pd, Bp, Pl, Fdi e 3 voti contrari di M5s) una delibera di Giunta regionale inerente il Programma annuale 2019 e triennale 2019-2021 delle attività a favore dei Lucani nel Mondo. 
Ammontano a trecentomila euro i fondi messi a disposizione di Federazioni e Associazioni dei Lucani operanti nei diversi continenti per una serie di iniziative. Oltre al contributo per le attività che le Federazioni e Associazioni dei lucani nel mondo, nonché i Comuni lucani e vari organismi, porranno in essere nel corso del 2019 (153 mila euro), previsti fondi in favore degli emigrati lucani rientrati definitivamente in Basilicata e il rimborso spese per il trasporto delle salme di emigrati lucani deceduti all’estero (12 mila euro che saranno liquidati per il tramite dei Comuni di residenza dei lucani rientrati). 
I progetti finanziati riguardano quello promosso dall’Associazione lucana Region Norte de Cile operante in Iquique dal titolo “L’emigrazione lucana in Cile” (20 mila euro), il progetto di promozione culturale della Basilicata turistica – Matera Capitale Europea della Cultura 2019 proposto dalla Federazione delle Associazioni lucane in Germania (10 mila euro), quello promosso dall’Associazione Famiglia Basilicata di Rosario (Argentina) che si colloca nel percorso tracciato nell’ambito del gemellaggio sottoscritto tra la Città di Rosario e la Fondazione Matera 2019 (12 mila euro). 
Finanziati, inoltre, una iniziativa di scambio socioculturale denominata “My Lucanian Roots”, promossa dall’Associazione Mutual Benefit Society San Rocco Montescaglioso operante negli Usa, che prevede il coinvolgimento di giovani lucani residenti nel Comune di Montescaglioso (Mt) e giovani discendenti lucani residenti nel New Jersey, città di Paterson (Usa) (20 mila euro); un progetto promosso dalla Federazione delle Associazioni lucane in Svizzera consistente in azioni promozionali della Basilicata turistica e di Matera Capitale della cultura 2019 in occasione della celebrazione della Festa della Repubblica del 2 giugno presso l’Ambasciata d’Italia a Berna (12 mila euro); la Conferenza mondiale dei giovani italiani nel mondo che si è svolta a Palermo dal 16 al 19 aprile 2019, promosso dal Ministero degli Affari Esteri - Consiglio generale degli italiani all’estero (8 mila euro); la “IV edizione del ‘Piccolo Festival delle Spartenze’” promosso dall’Associazione culturale “AsSud” che si è svolto dal 25 luglio al 3 agosto 2019 tra alcuni comuni della Basilicata e della Calabria (15 mia euro); un progetto culturale sull’emigrazione lucana nel mondo, promosso dal Circolo culturale lucano di Parma (5 mila euro).
Contributi anche per un progetto di promozione della Basilicata in Perù (settore agroalimentare e turistico) promosso dall’Associazione dei lucani in Perù (10 mila euro), un’iniziativa della Federazione dei Lucani in Usa nell’ambito del Festival della musica italiana di New York (7 mila euro) e “Volti e voci di un’emigrazione”, promosso dall’Associazione Muro Lucano Basilicata operante in Karlsfeld (Germania) per un importo di 16 mila euro.
Le linee e gli obiettivi da conseguire per il triennio 2019-2021 – si legge nella relazione relativa al programma triennale - proseguono nella scia del lavoro avviato in quest’ultimo quinquennio relativo alla promozione del turismo sociale, scolastico, congressuale e della terza età al fine di mantenere vivo il legame socio-culturale con la terra d’origine e non far venir meno il senso di appartenenza che unisce le diverse generazioni.
Nello specifico, i progetti operativi programmati riguardano in primis la realizzazione di un Fondo immobiliare in cui far convergere, nel prossimo triennio, la proprietà delle strutture acquistate con il contributo o i fondi regionali che oggi ospitano le sedi delle associazioni e Federazioni per evitare una dismissione in contrasto con le leggi regionali e l’acquisizione del patrimonio da parte di privati o degli stati. Allo scopo prevista una “Fondazione di Partecipazione” che vedrà quale Ente promotore, con funzioni di leadership in tema di gestione e di governance, la Regione Basilicata e quali soci fondatori-partecipanti, le varie associazioni dei lucani nel mondo che, nel corso degli anni addietro, hanno acquisito immobili da destinare a loro sede, con proventi provenienti in massima parte dalla Regione Basilicata.
Altro punto cardine del programma triennale è il rafforzamento della rete operativa “Sportelli Basilicata” attraverso la ridefinizione legislativa delle funzioni assegnate e da assegnare per la sottoscrizione dei protocolli con Università, rete degli imprenditori (in particolare la Cim) e delle associazioni di categorie professionali. A tale scopo si prevede l’implementazione delle attività di ricerca sulla storia dei lucani nei loro percorsi emigratori con particolare riferimento al fenomeno della nuova emigrazione, partendo dallo sviluppo dei protocolli già sottoscritti con gli istituti di ricerca e le strutture museali.
Previsti, inoltre, la realizzazione di specifici corsi professionali finanziati ai sensi della L.R. 43/98, finalizzati alla realizzazione di una piattaforma telematica comune per un riscontro puntuale e diretto delle azioni promosse dagli operatori, coordinati dal competente ufficio; l’implementazione degli sportelli ed in particolare quello in Germania a seguito dei positivi risultati ottenuti con iniziative dirette ed indirette in questi anni; la maggiore connessione nelle azioni che metterà in campo il Centro Lucani nel Mondo con Anci, Comuni e associazioni locali, attraverso l’utilizzo delle figure professionali qualificate con apposito corso di formazione regionale, bandito nell’anno 2016; la promozione e il sostegno ai progetti per borse di studio che verranno presentate e proposte dalle Associazioni lucane.

L'aereoporto di Brindisi riparte
Collegamento settimanale con la Svizzera

È "una buona notizia che ci fa ben sperare per una ripresa anche degli altri collegamenti aerei “point to point” con le destinazioni più importanti dal punto di vista turistico, industriale e commerciale che prima dell’emergenza Covid-19 avevano ridotto le distanze tra i territori ed aumentato le opportunità per un territorio come la Puglia ricco di storia, cultura, arte e bellezze naturali ed esempio di accoglienza”. Questo il commento dell’Assessore all’Industria Turistica e Culturale di Regione Puglia, Loredana Capone, riguardo la notizia della ripresa dell'aeroporto di Brindisi, che riprenderà la sua attività con il volo Easy jet per Ginevra una volta alla settimana.
La rappresentante regionale ha reso noto anche di aver scritto una lettera a tutte le compagnie aeree per stimolarne la ripresa dei voli, “ricordando i risultati raggiunti dalla Rete aeroportuale pugliese, frutto anche di una comunione di strategie, progettualità ed azioni che ci ha visti tutti insieme protagonisti di straordinarie stagioni di crescita, superando la soglia di 8 milioni di passeggeri annui”.
Naturalmente, Loredana Capone si è augurata che le compagnie “rispondano, dimostrando il grande amore e interesse avuto per la Puglia finora. La Regione Puglia, da parte sua, insieme ad Aeroporti di Puglia, intende adottare tutte le opportune iniziative nei confronti del Governo nazionale affinché, con l’emanazione di nuove disposizioni normative, non vengano ostacolati i progetti di connettività aerea delle aree periferiche del Paese, consentendo la più ampia partecipazione di tutti i vettori alla crescita della rete nazionale ed al perseguimento della massima coesione sociale”.
Per questo l’Assessore al Turismo ha anche avanzato una proposta di emendamento al DL Rilancio “finalizzato ad ottenere un sostegno nazionale ai vettori. La ripresa dei collegamenti aerei per la Puglia è di vitale importanza e ci auguriamo che le compagnie possano riprendere al più presto grazie anche al consueto e duraturo spirito di collaborazione”.
image-10041788-logo2-centro-facebok-d3d94.png
image-10389974-consiglio_pubbli_ch-16790.w640.png
image-10521590-orchidea-aab32.w640.jpg
00:00:00