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INSIEME SI MIGLIORA IL PRESENTE

E SI COSTRUISCE UN FUTURO MIGLIORE 

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ITALIANI ALL'ESTERO

BROGLI ELEZIONI 2018 IN SUD AMERICA

Bienne, 8 Dicembre 2018 - Con una conferenza stampa a Buenos Aires, i candidati alle ultime elezioni Fabio Porta e Alberto Becchi, entrambi del Partito Democratico, hanno illustrato alla stampa lo stato del ricorso presentato al Senato a seguito delle elezioni del 2018 e delle due denunce presentate presso le procure della Repubblica italiana e argentina.
A seguito del riconoscimento, da parte della giustizia argentina, del fondamento della denuncia relativa al reato di frode elettorale, con particolare riferimento all’applicazione di quanto previsto dal contratto stipulato tra il “Correo Argentino” e il governo italiano relativamente alla custodia e alla consegna delle schede elettorali, è stata formalmente aperta un’inchiesta rispetto alla quale si stanno raccogliendo prove e testimonianze.
La sentenza del giudice argentino sarà consegnata nei prossimi giorni alla Giunta per le elezioni del Senato, responsabile per il ricorso e quindi per il riconteggio delle schede incriminate, nello specifico 33 sezioni elettorali della circoscrizione elettorale di Buenos Aires.  In queste sezioni si concentrerebbe il 90% dei voti che hanno consentito all’USEI l’elezione del senatore Cario (successivamente passato al MAIE); la quasi totalità di questi voti sarebbe stata effettuata dalla stessa mano e della stessa matita, con una evidente manipolazione del risultato finale. Nel frattempo, i legali italiani dei due candidati avrebbero chiesto alla Corte d’Appello di Roma l’accesso agli atti, ossia la verifica di circa ventimila schede elettorali delle sezioni sospettate.
Nel corso della conferenza stampa, oltre ad illustrare lo stato delle denunce e del ricorso, i due esponenti del Partito Democratico hanno voluto evidenziare il carattere civico e politico della loro iniziativa, a difesa e tutela del voto all’estero e della dignità di milioni di elettori italiani nel mondo. La mancata punizione dei responsabili di tali reati, infatti, darebbe un segnale di impunità e getterebbe un’ombra pressocchè indelebile sul diritto di voto degli italiani all’estero, delegittimando questa importante conquista proprio nel momento in cui è sottoposta ad un forte attacco a seguito della legge recentemente approvata dal Parlamento italiano che ridurrebbe drasticamente tale rappresentanza." Conclude la nota dei due esponenti del PD in Sud America. 

EUGENIO MARINO NOMINATO CONSIGLIERE PER POLITICHE EMIGRAZIONE E RAPPORTI CON GLI ITALIANI NEL MONDO

Bienne, 8 Dicembre 2019 - Il Ministro per il Sud e la Coesione Territoriale, Giuseppe Provenzano, ha nominato Eugenio Marino Consigliere per le politiche sull'emigrazione e i rapporti con gli italiani nel mondo. " Ad informare dell'incarico  una nota di Palazzo Chigi, che spiega: "Nell'ambito delle linee programmatiche indicate dal Ministro Provenzano, è riservata particolare attenzione a quello che è stato un tratto storico identitario del nostro Sud (e di tutto il Paese) e che si ripresenta oggi con i tratti di un fenomeno ancora di massa e perfino in crescita.
Allo stesso tempo è fondamentale per il rilancio e la crescita del Sud capitalizzare lo straordinario valore di competenze che proprio dal Mezzogiorno d’Italia sono partite. Riuscire in questo non è solo premessa per frenare la perdita di giovani energie meridionali ma può contribuire a rendere il nostro Sud e il Paese tutto finalmente attrattivi anche per le eccellenze straniere e per quelle in loco che vogliono rimanere."
Eugenio Marino, già responsabile del Pd nel mondo, oggi dirigente nazionale del Partito Democratico, Marino,  esperto di comunicazione e di emigrazione italiana ed è anche  autore del libro “Andarsene sognando”, che tanto successo ha ottenuto in Italia e nel mondo, dove è stato presentato alle comunità italiane.  Ad Eugenio Marino le congratulazioni per l'incarico nell'auspicio che riesca a rendere maggiormente "comprensibile" agli italiani in Italia il vasto mondo degli italiani all'estero  nel superamento degli stereotipi che permangono nell'attuale società italiana, laddove "emigrazione" ed "expats"  sembrano essere due separati e distinti e non due sinonimi dello stesso problema.

Forza Italia, non c’è pace: «Non saremo mai una bambolina dentro la matrioska della Lega»

Bienne, 8 Dicembre 2019 - Non si placano gli animi in Forza Italia. La tensione continua ad essere alta, nonostante gli interventi di Berlusconi, con i suoi stop alle polemiche. Spunta l’incubo matrioska. Mariastella Gelmini “spara” bordate. «Non saremo mai una bambolina all’interno di una matrioska dominata dalla Lega. Né tantomeno saremo mai assoggettata a iniziative estemporanee come quelle di Renzi. E neppure a immaginifici retroscena che raccontano di alcuni di noi pronti a fare da stampella al Conte Bis».
Forza Italia», precisa la Gelmini, «è un partito unito e compatto, convintamente all’interno del centrodestra. Ha una sua ben chiara autonomia, con i suoi valori di riferimento e, soprattutto, con la schiena dritta. Senza pensare alle poltrone, ma solo ed esclusivamente al bene degli italiani. Che sono maltrattati e tartassati da questo governo».
Di pericolo matrioska aveva parlato anche Gianfranco Rotondi. «Non sottovaluto le cronache secondo cui ci sarebbe la tentazione di offrire Forza Italia a una incorporazione nella Lega. Del resto alcuni avevano tarato la linea azzurra sulla speranza di ottenere da Salvini i collegi uninominali che la nuova legge elettorale abolirà». Per Rotondi, «perduti i collegi,ci si illude di poter prenotare una quota della vittoria leghista sul proporzionale. Non voglio polemizzare con nessuno ma la cosa mi riguarda. Ho fondato un partito, la Dc, poi Rivoluzione Cristiana, ed esso già è incorporato nel gruppo di Forza Italia. Se quest’ultimo viene incorporato nella Lega, il centrodestra diventa una matrioska».
Carfagna: «La linea sull’euro dev’essere chiara»
Mette i puntini sulle “i” anche Mara Carfagna. «L’uscita dall’euro sarebbe una sciagura per il Paese. La grande maggioranza degli italiani ne è consapevole. Le forze politiche di centrodestra hanno il dovere di rassicurare gli italiani una volta per tutte, Nessuno cioè ha intenzione di tornare a una moneta debole e svalutata, che ridurrebbe il valore degli stipendi e dei conti correnti degli italiani. Riformare e migliorare l’Unione Europea è un nostro dovere e un nostro obiettivo». «Inseguire una propaganda dannosa, solo per racimolare qualche voto in più, non è degno di chi si candida a governare il Paese. Ed è un danno alla credibilità».
Interviene Antonio Tajani: «L’ipotesi di una adesione di Forza Italia a una ipotetica Lega Italia è totalmente fuori dalla realtà. Siamo favorevoli a un centrodestra unito e plurale, ma non al partito unico».

Vertice tra Meloni, Salvini e Berlusconi 

Raggiunto l’accordo sui candidati governatori

Bienne, 7 Dicembre 2019 -“C’è crescente preoccupazione per il liquefarsi della maggioranza di governo, che però propone una manovra disastrosa a base di tasse e manette”. È quanto si legge in una nota congiunta di Lega, FI e FdI, al termine del vertice del centrodestra. Ad Arcore l’incontro tra Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni. I leader hanno raggiunto l’accordo per i profili dei candidati a governatore
“Con grande spirito di coesione e di collaborazione, dopo un lungo e costruttivo confronto tra i leader, i tre partiti hanno raggiunto un accordo sui profili dei candidati governatori e sulla composizione delle liste per le Regioni che andranno al voto e che sarà perfezionato nei prossimi giorni”.
Al termine del vertice si sottolinea che “Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia rappresentano la coalizione di centro-destra che è largamente in testa in tutti i sondaggi e governa la maggioranza delle Regioni, sentono il dovere di difendere gli interessi degli italiani e vogliono riportare alla guida del Paese il buon governo”.
“Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia stanno facendo in Parlamento un’opposizione dura. E le elezioni regionali del 2020 confermeranno che le sinistre e il M5S  non godono più della fiducia degli italiani”.
Acido il commento di Di Maio al vertice del centrodestra. “Salvini, Berlusconi e Meloni non perdono occasione per tacere. Parlano di una manovra piena di tasse quando se non fosse stato per questo governo oggi gli italiani starebbero pagando 600 euro in più di Iva. Le bugie che raccontano tutti i giorni agli italiani ormai sono innumerevoli. Sono buoni per le televendite, non per governare. E per quanto riguarda le manette non biasimo la loro preoccupazione, perché saranno rivolte ai grandi evasori che nascondono centinaia di migliaia di euro nei paradisi fiscali alle spalle degli italiani onesti. Insomma, saranno rivolte ai loro amici di sempre…”. Evidentemente Di Maio si sente già sconfitto…

Svizzera: vai al pronto soccorso per niente?

Paghi di tasca tua 50 franchi

I pazienti che si recano al pronto soccorso per problemi lievi presto dovranno pagare una tassa di 50 franchi. Lo ha deciso martedì il Consiglio nazionale. L'importo, previsto in una iniziativa parlamentare dell'ex consigliere nazionale Thomas Weibel, non sarà computabile né sulla franchigia né sulla partecipazione ai costi. Dal provvedimento saranno però esclusi i bambini e i giovani, i pazienti inviati da un medico e quelli che vengono successivamente ricoverati.
Come funziona il sistema sanitario svizzero?Link esterno
Lo scopo della misura è rendere i pazienti più consapevoli delle varie componenti del sistema sanitario e privilegiare i contatti con il medico di famiglia. In questo modo si potrebbero sgravare i reparti di pronto soccorso degli ospedali e quindi anche contenere l'evoluzione dei costi. Le consultazioni ambulatoriali negli ospedali costano infatti più del doppio di quelle presso uno studio medico.
La sinistra si è opposta alla nuova tassa sottolineando che essa andrà a colpire soprattutto i più poveri, gli anziani e i malati cronici. La definizione di "caso bagatella" inoltre non è chiara.

A Frauenfeld non era 'ndrangheta. E ora?

Bienne, 7 Dicembre 2019 - E' stato reso pubblico il dispositivo della sentenza con la quale la Corte di Cassazione italiana, venerdì, ha dichiarato che l'organizzazione scoperta a Frauenfeld, in Svizzera, non era una cellula di 'ndrangheta. Sono così cadute le condanne ai presunti boss Antonio Nesci e Raffaele Albanese. Il TG della RSI ne ha parlato col presidente della Commissione parlamentare italiana antimafia Nicola Morra.
"Le sentenze si rispettano", esordisce Morra, spostando la riflessione sui metodi della criminalità organizzata che mutano -con il tempo, la corruzione ha preso il posto dell'intimidazione- in modo da rientrare più difficilmente nell'articolo del Codice penale italiano sull'associazione di tipo mafioso (416 bis).
Un video come quello girato a Frauenfeld, nel quale gli indiziati parlano di armi, droga ed estorsioni, non è sufficiente: non vi è evidenza del potere intimidatorio esercitato sulla comunità circostante.
In realtà, come ricorda il responsabile della cronaca giudiziaria della RSI Francesco Lepori, il proscioglimento di Nesci e Albanese non mette la parola fine alla vicenda: rimangono aperte le posizioni di nove imputati arrestati in Svizzera, estradati e condannati in primo grado in Italia.
Nel frattempo, ci si interroga sulla strategia della autorità svizzere di fornire all'Italia tutti gli elementi necessari affinché fossero gli inquirenti calabresi a garantire una condanna. Allo stato attuale, stima Lepori, era la migliore attuabile.

Il fatto
La prima sezione della Corte di Cassazione italiana ha annullato venerdì, senza rinvio, la condanna a 14 di reclusione emessa dalla Corte d'Appello di Reggio Calabria per il reato di associazione mafiosa a carico di Antonio Nesci.
Il settantenne originario di Fabrizia, Vibo Valentia, era accusato di appartenere a una cellula di 'ndrangheta scoperta a Frauenfeld, Turgovia, nell'ambito dell'operazione 'Helvetia' condotta dalla Divisione distrettuale antimafia di Reggio Calabria. Gli inquirenti lo avevano individuato come "capo e promotore dell'associazione". Era stato anche condannato, a 12 anni, il settantacinquenne Raffaele Albanese.
Per effetto della sentenza della Cassazione, Nesci -che era detenuto in regime di 41-bis (carcere duro)- è stato immediatamente scarcerato. Albanese, che si trovava agli arresti domiciliari, è tornato in libertà.

SE SCEGLI CRISTO NON PUOI RICORRERE AI MAGHI

SE SCEGLI CRISTO NON PUOI RICORRERE AI MAGHI
Bienne 7 Dicembre 2019 - “La magia non è cristiana! Queste cose che si fanno per indovinare il futuro o indovinare tante cose o cambiare situazioni di vita, non sono cristiane. La grazia di Cristo ti porta tutto: prega e affidati al Signore”. Questo il monito lanciato da Papa Francesco nell’udienza generale di questa mattina a piazza San Pietro. Proseguendo il ciclo di catechesi sugli Atti degli Apostoli, il Papa si è soffermato in particolare sul congedo di Paolo da Efeso con l’invito agli anziani: “Vegliate su voi stessi e su tutto il gregge”.
Ad Efeso, ha spiegato il Papa, “grazie a Paolo, circa dodici uomini ricevono il battesimo nel nome di Gesù e fanno esperienza dell’effusione dello Spirito Santo che li rigenera. Diversi poi sono i prodigi che avvengono per mezzo dell’Apostolo: i malati guariscono e gli ossessi vengono liberati. Questo accade perché il discepolo somiglia al suo Maestro e lo rende presente comunicando ai fratelli la stessa vita nuova che da Lui ha ricevuto. La potenza di Dio che irrompe ad Efeso – ha aggiunto Francesco – smaschera chi vuole usare il nome di Gesù per compiere esorcismi ma senza avere l’autorità spirituale per farlo, e rivela la debolezza delle arti magiche, che vengono abbandonate da un gran numero di persone che scelgono Cristo e abbandonano le arti magiche”.
“Un vero capovolgimento per una città, come Efeso, che era un centro famoso per la pratica della magia”, ha spiegato Bergoglio. “Luca sottolinea così l’incompatibilità tra la fede in Cristo e la magia. Se scegli Cristo non puoi ricorrere al mago: la fede è abbandono fiducioso nelle mani di un Dio affidabile che si fa conoscere non attraverso pratiche occulte ma per rivelazione e con amore gratuito. Forse qualcuno di voi mi dirà: “Ah, sì, questa della magia è una cosa antica: oggi, con la civiltà cristiana questo non succede”. Ma state attenti!”, il monito del Santo Padre. “Io vi domando: quanti di voi vanno a farsi fare i tarocchi, quanti di voi vanno a farsi leggere le mani dalle indovine o farsi leggere le carte? Anche oggi nelle grandi città cristiani praticanti fanno a queste cose. E alla domanda: “Ma come mai, se tu credi a Gesù Cristo, vai dal mago, dall’indovina, da tutta questa gente?”, rispondono: “Io credo in Gesù Cristo ma per scaramanzia vado anche da loro”. Per favore: la magia non è cristiana! Queste cose che si fanno per indovinare il futuro o indovinare tante cose o cambiare situazioni di vita, non sono cristiane. La grazia di Cristo ti porta tutto: prega e affidati al Signore”.
“La diffusione del Vangelo ad Efeso – ha proseguito il Papa – danneggia il commercio degli argentieri – un altro problema –, che fabbricavano le statue della dea Artemide, facendo di una pratica religiosa un vero e proprio affare. Su questo io vi chiedo di pensare. Vedendo diminuire quell’attività che fruttava molto denaro, gli argentieri organizzano una sommossa contro Paolo, e i cristiani vengono accusati di aver messo in crisi la categoria degli artigiani, il santuario di Artemide e il culto di questa dea. Paolo, poi, parte da Efeso diretto a Gerusalemme e giunge a Mileto. Qui manda a chiamare gli anziani della Chiesa di Efeso – i presbiteri: sarebbero i sacerdoti – per fare un passaggio di consegne “pastorali”. Siamo alle battute finali del ministero apostolico di Paolo e Luca ci presenta il suo discorso di addio, una sorta di testamento spirituale che l’Apostolo rivolge a coloro che, dopo la sua partenza, dovranno guidare la comunità di Efeso. E questa è una delle pagine più belle del Libro degli Atti degli Apostoli: vi consiglio di prendere oggi il Nuovo Testamento, la Bibbia, il capitolo XX e leggere questo congedo di Paolo dai presbiteri di Efeso, e lo fa a Mileto. È un modo per capire come si congeda l’Apostolo e anche come i presbiteri oggi devono congedarsi e anche come tutti i cristiani devono congedarsi. È una bellissima pagina”.
“Nella parte esortativa, Paolo incoraggia i responsabili della comunità, che sa di vedere per l’ultima volta. E cosa dice loro? “Vegliate su voi stessi e su tutto il gregge”. Questo – ha sottolineato Papa Francesco – è il lavoro del pastore: fare la veglia, vegliare su sé stesso e sul gregge. Il pastore deve vegliare, il parroco deve vegliare, fare la veglia, i presbiteri devono vegliare, i Vescovi, il Papa devono vegliare. Fare la veglia per custodire il gregge, e anche fare la veglia su sé stessi, esaminare la coscienza e vedere come si compie questo dovere di vegliare. “Vegliate su voi stessi e su tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha costituiti come custodi per essere pastori della Chiesa di Dio, che si è acquistata con il sangue del proprio Figlio”: così dice San Paolo”.
“Agli episcopi – ha rimarcato il Santo Padre – è chiesta la massima prossimità con il gregge, riscattato dal sangue prezioso di Cristo, e la prontezza nel difenderlo dai “lupi”. I Vescovi devono essere vicinissimi al popolo per custodirlo, per difenderlo; non staccati dal popolo. Dopo aver affidato questo compito ai responsabili di Efeso, Paolo li mette nelle mani di Dio e li affida alla “parola della sua grazia”, fermento di ogni crescita e cammino di santità nella Chiesa, invitandoli a lavorare con le proprie mani, come lui, per non essere di peso agli altri, a soccorrere i deboli e a sperimentare che “si è più beati nel dare che nel ricevere””.
“Cari fratelli e sorelle, - ha concluso – chiediamo al Signore di rinnovare in noi l’amore per la Chiesa e per il deposito della fede che essa custodisce, e di renderci tutti corresponsabili nella custodia del gregge, sostenendo nella preghiera i pastori perché manifestino la fermezza e la tenerezza del Divino Pastore”. 
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