Sinistra Ecologia e Libertà in Svizzera
No ai tagli e no alle proposte clientelari di Micheloni e Narducci
Basilea, 30 Gennaio 2012 - Per effetto dei tagli previsti dalle ultime manovre finanziarie la continuità dei corsi di lingua e cultura italiana è oggi messa in discussione. Le misure riguardano sia il drastico ridimensionamento dei contributi agli enti gestori sia la riduzione del personale di ruolo. Di fronte a questa emergenza si è aperto, tra gli operatori della scuola e nelle strutture interessate, un dibattito molto acceso sul personale e sulle forme di gestione dei corsi, mentre manca purtroppo una riflessione più approfondita sullo stato degli interventi scolastici all’estero, sulla loro incidenza rispetto ai processi di integrazione e scolarizzazione delle nostre collettività, come pure sulle prospettive della lingua e della cultura italiana nel mondo.
In questa situazione la proposta dei parlamentari del Pd Micheloni e Narducci, che richiede il rimpatrio di tutto il personale di ruolo e l’attribuzione delle risorse agli enti gestori, costituisce un grave atto di rottura, inopportuno e per di più inefficace. La proposta infatti ha l’effetto di rompere gli equilibri di un sistema complesso di gestione mista e non va nella direzione del risparmio in quanto le risorse verrebbero ripartite a pioggia tra una miriade di enti gestori, che verrebbero oberati di ben maggiori carichi di gestione. Tra l’altro il pacchetto dei presunti risparmi prefigurati da Micheloni e Narducci verrebbe destinato anche a strutture non propriamente espressione delle nostre collettività,quali le Camere di Commercio. A questo si aggiunge che l’operazione di taglio dei contingenti dei docenti del MAE lederebbe diritti legittimi del personale inviato dall’Italia, sui cui limiti di permanenza all’estero il parlamento ha deliberato appena lo scorso anno. Allo stesso tempo, visto che la finalità è comunque il risparmio, si renderebbe definitiva la condizione di precarietà salariale e normativa del personale locale. Infine l’operazione proposta dai parlamentari Micheloni e Narducci determinerebbe la fine di ogni relazione tra questo intervento e il sistema scolastico nazionale, elemento di qualità che determina il riconoscimento dei corsi presso le istituzioni locali e in base al quale è stato garantito nel corso degli anni l’impegno finanziario ed organizzativo dello Stato. Per queste ragioni la proposta Micheloni-Narducci sembra non trovare il consenso neanche in altri parlamentari del Pd eletti all’estero.
SEL propone che in questa emergenza si metta in atto un’iniziativa in due tempi. Un primo passo urgente deve essere la rivendicazione forte di tutti i soggetti politici e sindacali perché venganoreintegrati i fondi tagliati. Allo stesso tempo occorre avviare già in questa legislatura una riforma dell’intera gamma degli interventi all’estero: dalle scuole, di cui curiosamente nessuno mai parla, ai lettorati, ai progetti europei, ai corsi di lingua e cultura. Una riforma che ridefinisca la centralità del servizio scolastico statale e quindi gli ambiti strategici in cui è necessario mantenere e stabilizzare l’intervento diretto dello Stato, con l’impiego di personale qualificato e selezionato inviato dall’Italia. Contestualmente la riforma deve fissare e regolamentare le forme della sussidiarietà messe in campo dagli enti gestori organizzati nel territorio. Per ciò che concerne il personale, nel rispetto delle condizioni di invio all’estero degli insegnanti attualmente in servizio, vanno valutate assunzioni in loco attraverso procedure selettive indette dai Consolati. È grave che alcuni parlamentari del centrosinistra cavalchino la logica della riduzione dei trattamentie dei diritti del personale scolastico, alimentando la demagogia spicciola sugli insegnanti: il costo del personale scolastico in Svizzera, sia pur depurato di alcuni privilegi, non può che essere calcolato su parametri analoghi alle retribuzioni locali.
La proposta Micheloni-Narducci fa riferimento anche alla riduzione delle indennità per il personale diplomatico. Come SEL non possiamo non condividere questo punto. Notiamo però che nell’ordine del giorno del senatore Micheloni, fatto proprio dal governo lo scorso dicembre, mentre per il personale della scuola si indicano scadenze stringenti e precise, sul taglio dei compensi ai diplomatici si restanel generico, tanto che non vengono citate cifre e scadenze. La cosa fa riflettere. Vogliamo ricordare che il governo Prodi tentò, nella famosa finanziaria del 2007, di ridurre del 10-15% le indennità di ambasciatori e consoli. La proposta fu respinta dal fuoco di sbarramento dell’opposizione, che in quell’occasione si avvalse del contributo di alcuni parlamentari del centrosinistra eletti all’estero, tra i quali l’on. Narducci.