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Butti (Pdl) interroga Monti e Terzi
Fermare l'emigrazione economica verso la Svizzera

Roma, 12 Gennaio 2012 - Attuare "misure fiscali di sostegno all'economia in favore delle imprese italiane" che sempre più "emigrano" in Svizzera e "creare una "zona franca" a ridosso del confine italo elvetico, che consenta alle imprese italiane di produrre godendo di benefici fiscali". È quanto chiesto dal senatore Pdl Alessio Butti ai Ministri dell'economia e degli esteri, Monti e Terzi. "È di questi giorni – spiega Butti nella premessa – la notizia apparsa sui principali organi di stampa secondo cui numerose aziende italiane stanno impiantando nuove sedi produttive nella Confederazione elvetica; secondo quanto emerge dalle indagini sin ora condotte dalla Guardia di finanza, sarebbero 100 le imprese italiane che, nel corso del 2011, avrebbero tentato di trasferire la propria sede all'estero e nello specifico in Canton Ticino; il fenomeno di imprese italiane che tentano la delocalizzazione in Svizzera risulta abbastanza recente, mentre meno nuovo è il fenomeno dei capitali e delle persone che cercano lavoro all'estero".
"A tal riguardo – prosegue il senatore – è da segnalare che i lavoratori frontalieri provenienti dall'Italia, che costituiscono una risorsa produttiva essenziale per la Svizzera, hanno raggiunto e superato, nel 2011, quota 51.000 unità con una crescita del 7,8 per cento; il sistema elvetico, con una tassazione che non supera il 20 per cento ed una burocrazia snella ed efficiente, costituisce sempre più una fonte di attrazione per le aziende italiane".
Butti chiede quindi di sapere "se i Ministri in indirizzo non ritengano necessario porre in essere misure fiscali di sostegno all'economia in favore delle imprese italiane, facilitando la produzione sul territorio nazionale, anche attraverso disposizioni che snelliscano le procedure burocratiche a carico delle imprese stesse" e "se non ritengano percorribile l'ipotesi della creazione di una "zona franca" a ridosso del confine italo elvetico, che consenta alle imprese italiane di produrre godendo di benefici fiscali".