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Le Acli e la Fclis su corsi di lingua e cultura e servizi alla comunità italiana in Svizzera

Zurigo, 16 Gennaio 2011 - Corsi di lingua e cultura italiana, rete consolare e iniziative comuni sui processi socio-politici riguardanti le comunità immigrate in Svizzera, sono queste le tematiche principali al centro dell’incontro tra le rispettive presidenze delle ACLI e della Federazione della Colonie Libere Italiane in Svizzera (FCLIS), svoltosi a Zurigo lo scorso 13 gennaio.
Di fronte ai nuovi tagli ai contributi destinati al sostegno dei corsi di lingua e cultura italiana, le due organizzazioni nazionali hanno espresso forte preoccupazione e hanno stigmatizzato il modo in cui il dibattito sulla questione si è sviluppato scadendo troppo spesso al livello della becera ed offensiva insinuazione, anziché centrarsi sull’obiettivo primario cioè la difesa del servizio.
Insinuazioni che non hanno risparmiato nemmeno i docenti assunti dagli Enti Gestori che da oltre un decennio hanno dato il massimo per aumentare la diffusione dei corsi e costruire un positivo sistema relazionale con le famiglie e con il territorio, nonostante la precarietà retributiva e occupazionale.
Le due organizzazioni hanno convenuto sulla necessità inderogabile di agire concretamente per arginare una deriva che si tradurrà a breve, e comunque non più tardi dell’inizio dell’estate, nella chiusura dei suddetti corsi e proseguirà nel 2013 e nel 2014 alla luce dei tagli al bilancio del MAE, già approvati per le suddette annualità nel bilancio pluriennale dello Stato italiano.
ACLI e FCLIS concordando che sia ormai largamente superato il tempo delle dichiarazioni di principio, tanto nobili e numerose quanto inefficaci, e ritengono che si debba procedere con tempestività all’applicazione di quanto previsto dagli Ordini del giorno che, sulla specifica questione, sono stati presentati lo scorso mese di dicembre alla Camera e al Senato dall’On. Franco Narducci e dal Senatore Claudio Micheloni.
Nella piena consapevolezza che questo altro non sia che la prima azione d’urto per tamponare una situazione d’insostenibile emergenza, le ACLI e la FCLIS sono convinte che tali interventi siano da attuarsi realizzando in pari tempo tutta una serie di misure di accompagnamento, atte a concentrare il numero degli Enti gestori e a certificare le loro competenze, oltre che a garantire correttezza e rigore nell’assunzione del corpo docente che risulti essere adeguatamente qualificato per il compito che è chiamato a svolgere.
Questo - che come detto non è che un primo passo, imposto dall’urgenza di evitare che si ponga fine a un’esperienza come quella dei corsi di lingua e cultura - deve trovare sbocco in un quadro di riforma del sistema che disciplina la diffusione e la promozione della lingua e della cultura del nostro Paese. Riforma auspicata da decenni, ma che si è puntualmente arenata di fronte ad interessi di parte, di cui oggi è impossibile non riconoscere le responsabilità.
L’incontro si è concluso con la costituzione di un gruppo di lavoro che ha come compito di elaborare proposte di iniziative comuni che ACLI e FCLIS intendono promuovere nei mesi futuri.