Svitto, 26 Settembre 2011 - "Ho letto con molta attenzione la vostra protesta, ritengo che sia più che legittima. In qualità di vice presidente del MODIE (www.modie.info) ho sempre sostenuto che l'assunzione in loco é il modo migliore per l'apprendimento della lingua e cultura italiana e questo non solo perché così facendo si risparmierebbero un bel po' di soldini, che in un momento come quello che stiamo attraversando non é poca cosa. Ma anche e sopratutto perché la qualità sarebbe di uno spessore ben diverso da quella attuale.
Detto questo, ci sarebbe da precisare che in più di una occasione ho sostenuto un modo diverso di vedere l'insegnamento della nostra lingua. Credo che tutti ci rendiamo conto che la società attuale é in un momento di evoluzione, i tempi sono cambiati, e se questo sistema di insegnamento era perfetto 30 anni or sono, oggi ci dobbiamo rendere conto che le cose sono cambiate, bisogna avere il coraggio di guardare il tutto con un' ottica diversa.
Ormai le nuove generazioni sono perfettamente integrate nel contesto sociale della nazione in cui vivono e lavorano, dunque la priorità e quella di una perfetta conoscenza della lingua del paese ospitante, questo anche per avere un miglior inserimento nel mondo del lavoro.
Con questo non é mia intenzione sminuire il valore della conoscenza della nostra lingua, anzi ritengo che le nostre radici non debbano mai essere dimenticate. Ma si può fare di più. Prendiamo ad esempio proprio la Svizzera con la quale noi abbiamo una corsia preferenziale, ricordiamoci che nella Confederazione la nostra lingua é la terza lingua nazionale, ecco perché bisognerebbe sensibilizzare tutti i referenti politici e non, ad inserire la nostra lingua nel tessuto scolastico elvetico.
Sembra un'utopia, ma con una attenta riflessione il tutto potrebbe diventare realtà, altrimenti a cosa serve la circoscrizione estera? Mi rendo conto che la mia posizione é proiettata nel futuro, ma vi prego di prenderla in seria considerazione.
Ma proviamo a lasciare solo per un momento l'ottica futuristica e dedichiamoci al presente, egregi signori non facciamo finta di non capire la situazione attuale, siamo in un momento di profonda crisi economica e questo non tocca solo il nostro Paese, ma come ben sappiamo é l'intero globo che rischia di scoppiare.
Senza dare colpe in modo di evitare la politicizzazione dell'argomento, proviamo a ragionare: sappiamo che i corsi di lingua e cultura italiana, sono indispensabili per mantenere i legami con la madre patria, dunque in un momento dove si taglia anche per necessità, proviamo ad eliminare il superfluo. Io butto la pietra: perché non eliminiamo il CGIE e con quelle rimesse finanziamo i corsi di lingua e cultura italiana? L'organismo da me citato é ormai un baraccone in fase di putrefazione, dove non si capisce la sua utilità nei confronti degli italiani emigrati, e dove la loro eleggibilita e solo una questione di addetti ai lavori. In pratica é un trampolino di lancio per chi intende intraprendere una carriera politica.
Voi dite, che se non arrivano risposte concrete ci saranno altre forme di protesta, leggittimo anche questo, anche se credo sia inutile, al momento bisogna trovare dei fondi e io un' idea l'ho data, mi auguro sia presa in considerazione, facciomo funzionare ciò che può essere utile come i corsi di lingua e cultura italiana, e per una volta tagliamo il superfluo.