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Corsi di lingua e cultura italiana all'estero
In stand by gli emendamenti del senatore Micheloni

Roma, 11 Novembre 2011 - L’instabilità politica e il crollo dei mercati hanno accelerato l’iter del disegno di legge (ddl) di stabilità. Mercoledì scorso, il Ministro Tremonti ha presentato il maxiemendamento del Governo in Commissione Bilancio al Senato. Nella stessa occasione, il senatore Azzolini – relatore del provvedimento in Commissione – ha confermato che il Pd, per contribuire a velocizzare l’iter, ha deciso di ritirare tutti gli emendamenti al testo, tranne 10. Tra questi non ci sono quelli presentati dal senatore Pd Claudio Micheloni.
Gli emendamenti mantenuti riguardano la situazione politico-economica generale", ha confermato all’Aise il senatore che la scorsa settimana aveva presentato emendamenti su detrazioni fiscali per i frontalieri e carichi di famiglia dei contrattisti; richiamo di circa 350 insegnanti di ruolo operativi nei corsi di lingua e cultura italiana all’estero; riduzione del 15% dell'ISE (Indennità di Servizio all'Estero) dei diplomatici e amministrativi di ruolo inviati dal Mae alla rete diplomatico-consolare; riorganizzazione del personale Mae impiegato nella rete diplomatico-consolare; conclusione entro il 30 marzo 2012 dell'accordo fiscale con la Svizzera. "I miei emendamenti – ha aggiunto – rimangono in attesa di essere discussi, come tutti gli altri, quando si saprà cosa succederà al Governo".
Nell’attesa, a Micheloni non è sfuggita la nota di Massimo Mari (Flc Cgil) che ha definito "preoccupante, fuorviante e speculativo" quanto previsto dall’emendamento sui docenti all’estero. "Alcuni miei emendamenti sono sotto l’attacco di insegnanti e corporazioni", commenta oggi il senatore. "Contrariamente a quanto ho visto scritto, questi importanti emendamenti su quello che dovrebbe essere l’inizio di una riforma del Ministero degli Esteri non sono un capriccio di Micheloni, ma si inseriscono coerentemente nella politica che il gruppo Pd in Senato ha messo in atto con l’inserimento nella legge della spending review, cioè la revisione della spesa pubblica".
"Dunque – ribadisce con forza il senatore – non si possono ridurre quelle iniziative, così come altre prese in questa finanziaria, ad iniziative di singoli parlamentari. Si tratta di mantenere una posizione politica coerente, cosa di cui l’Italia oggi ha estremamente bisogno. Tra l’altro – tiene a precisare – a parte i documenti scritti da Roma da persone che si sentono toccate da alcune proposte e non si sentono in dovere di farsi partecipi di doverose riforme dello Stato, sto ricevendo moltissimi messaggi dall’estero, da parte di associazioni, enti gestori e comitati, che condividono il contenuto delle riforme proposte. Persone che capiscono che quella che proponiamo con questi emendamenti è ormai una strada obbligata".
Gli emendamenti in questione, così come tutti gli altri, sono dunque "rimandati in attesa che il nuovo governo si metta al lavoro. Il nuovo Esecutivo dovrà obbligatoriamente andare in quella direzione. Gli emendamenti – conclude – sono l’indicazione di una strada".