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Precisazioni del Comitato difesa famiglie in merito alle osservazioni dell'avvocato Longo sull’interrogazione parlamentare dell'on.le Di Pietro nel caso Inca-Cgil

Zurigo, 22 Maggio 2011 - Il Comitato difesa famiglie (Cdf) risponde con la presente a riguardo di una pubblicazione dell’Avv. Dott. G. Longo inviata a Rinascita il 7 maggio del corrente anno. Siccome nella pubblicazione ci sono diverse inesattezze è mio dovere chiarire la situazione impegnandomi di farlo in maniera prettamente oggettiva eliminando ogni dubbio che possa essere sorto al gentile lettore di Rinascità.
L’Avv. Longo sostiene che l’On. Di Pietro abbia nell'interrogazione parlamentare presentata il 18 maggio 2011 sia ripreso quella dell’ On. Razzi presentata dall’Avv. Longo il 15.09.2009 sia ripreso considerazioni sviluppate dal medesimo in suoi diversi molteplici articoli, pubblicati sempre su Rinascita. Poi ritiene che i danneggiati del caso INCA/ CGIL stiano approfittando della Repubblica Italiana e spende alcune parole sul comunicato del Comitato delle famiglie danneggiate con cui si invitano i connazionali ad un gesto di solidarietà ossia si invita ad una raccolta fondi "per pagare gli avvocati, che costano".
Aggiorno che la cifra messa a disposizione alle 30 famiglie danneggiate che ne hanno fatto richiesta non è di CHF 65.000 franchi ma di CHF 66'400 ma non per pagare la parcella del nostro avvocato ma per sostenere la difesa legale delle famiglie danneggiate dall’ INCA/ CGIL di Zurigo. A famiglia sono poco più di CHF 1000,00, perché sono oltre 50 famiglie danneggiate che si sono riunite nel CDF. Cifra questa appena sufficiente per studiare il caso e valutare l’esistenza di eventuali presupposti per il patrocinio gratuito oltre al fatto di dover studiare caso per caso per valutare l’eventualità per ciascuno di poter iniziare la causa anche contro le fondazioni o le banche. Altro che pagare la parcella dell'avvocato!
Ci teniamo inoltre a rilevare che sulle modalità d’utilizzo della somma suddetta abbiamo giustamente informato il consolato di Zurigo, il COMITES di Zurigo e vari nostri Parlamentari eletti all’ estero tramite il protocollo delle riunioni CDF. La cifra messa a disposizione è definita dalla circolare N° 6 del 2001 che è la normativa per l’assistenza ai connazionali in stato d’indigenza a cui tutti i connazionali in difficoltà possono attingere tramite richiesta specifica ai Consolati della repubblica italiana. La circolare può essere richiesta a qualsiasi Consolato italiano e rappresenta una prassi ordinaria e non è assolutamente un “segreto di stato” come sostiene l’Avv. Longo.
Abbiamo naturalmente richiesto il gratuito patrocinio, tanto nella procedura civile che in quella penale.In questi giorni grazie al nostro intervento presso la procura di Zurigo abbiamo ricevuto il gratuito patrocinio per la procedura penale per i membri CDF. Non abbiamo, come l’Avv. Longo sostiene, "munto mamma Italia" casomai “Mamma Italia ha succhiato il sangue ai suoi figli, poiché l’ INCA/ CGIL come patronato svolge funzioni previste dalla costituzione della Repubblica Italiana. Questo Avv. Longo lo dovrebbe sapere bene. All’avvocato Longo ricordiamo che per studiare una causa aveva anche chiesto a suo tempo Euro 15'000 e qui non vogliamo fare commenti. Il lettore capirà adesso sicuramente meglio il motivo del nostro appello alla solidarietà della comunità italiana.
Ho sfogliato diversi articoli ed interventi dell’ Avv. Longo per verificare cosa sostiene a riguardo dell’ interrogazione dell’ On. Di Pietro ma non ho trovato nelle pubblicazioni dell’ avvocato i fatti principali riportati nell’ interrogazione dell’ On. Di Pietro. Ad esempio la denuncia del 2008 da parte di un cittadino italiano di Zurigo contro il responsabile del patronato INCA-CGIL che se fosse stata presa debitamente in considerazione dai responsabili della comunità italiana di Zurigo e dintorni e se questi fossero intervenuti decisamente, si sarebbero potute evitate altre truffe e altre vittime. Neppure ho trovato accenni da parte dell’Avvocato Longo sul fatto che i rappresentanti e la stampa della comunità italiana in Svizzera non diedero nessuna notizia o avviso su quanto era accaduto nel patronato INCA-CGIL nè lanciarono segnali di allarme per proteggere quanti ancora chiedevano a quel patronato un’ assistenza. Punti importanti che sono elencati da parte dell’On. Di Pietro nella sua interrogazione parlamentare.
Chiediamo ora a Lei Avv. Longo perchè non scrive cosa succede veramente nella nostra comunità ? Perché non prova a chiarire i fatti e le vicende causate alla nostra comunità italiana e capire se esista o meno dietro a tutto questo un’organizzazione o un piano premeditato ? Credo che al lettore interesserebbe molto e le sarebbe anche molto grato per degli articoli fondati e ricercati. Per esempio le vicende occorse non solo all’ INCA ma anche in diversi altri patronati in Svizzera. Potrebbe per esempio anche scrivere sui fatti del CIPRE di Wettingen. Lei dovrebbe esserne ben informato poiché è l’ avvocato difensore dell’ ex direttore che è stato allontanato in un modo non tanto ortodosso. Altro articolo che sarebbe interessante e utile alla comunità sarebbe quello sulle indagini della magistrature italiana su fatti del Consolato generale di Zurigo oppure un articolo sulle irregolarità riscontrate a Zurigo durante le passate elezioni politiche. Un successone sarebbe sicuramente un articolo biografico su certi cari responsabili della nostra comunità d’emigrazione. Ma ci vorrebbe troppo coraggio, mentre è più comodo prendersela con i pensionati privi di tutela e traumatizzati da un’ esperienza di un patronato che lega a quanto pare una grandissima parte dei responsabili della nostra comunità.
Agli inizi, ci aveva offerto l’assistenza legale convinto e sicuro di sconfiggere il mostro dell’INCA-CGIL. Purtroppo non potevamo accettare di chiedere alle vittime di pagare la parcella che ci proponeva e allora chiudemmo il rapporto. C’eravamo ritrovati nuovamente soli ma con impegno e coraggio abbiamo trovato altre soluzioni in modo di potere offrire una tutela ai danneggiati dimenticati dalle strutture d’emigrazione in Svizzera. A tenere alta la voce dei danneggiati siamo rimasti noi figli impegnandoci anche a tenere viva la coscienza dei rappresentanti della nostra comunità. Forse un domani qualcuno se ne ricorderà se non con stupore sicuramente con vergogna.

CDF Marco Tommasini