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In merito all'interrogazione parlamentare dell'On.le Di Pietro
rivolta al Ministro Sacconi nel caso Inca - Giacchetta

Zurigo, 7 Maggio 2011 - Signor Direttore, su Rinascita del 29 aprile, pag.12, leggo con interesse l'interrogazione parlamentare indirizzata dal leader IDV, sul caso Inca - Giacchetta, al Ministro Sacconi. Mi corre l'obbligo, per onor di verità, far presente che l'intervento del capo IDV riprende, in parte, il contenuto dell'interpellanza (sempre al Ministro Sacconi) che io avevo predisposto ancora il giorno 15.09.2009 per l'On.le Razzi Antonio (ex IDV, oggi Riformatore o Riformista che dir si voglia); ed in altra parte, considerazioni sviluppate nei miei diversi molteplici articoli, pubblicati sempre su Rinascita sul caso Inca/Giacchetta e sul ruolo del Consolato di Zurigo.
Fatta questa debita precisazione, spendo alcune parole (conscio che scatenerò un putiferio) sul comunicato del Comitato delle famiglie danneggiate, riportato anch'esso a pag.12, con cui si invitano i connazionali ad un gesto di solidarietà, raccolta fondi "per pagare gli avvocati, che costano".
Sono, Signor Direttore, stupito da quanto divulgato dall'ing. Tommasini: e ne spiego le ragioni, con pacatezza e fermezza.
1) A me risulta che il Ministero Esteri abbia sganciato alle famiglie danneggiate la somma di 65.000 franchi (avete capito bene: 65.000 franchi) e pagato la parcella ad una avvocatessa di Zurigo. Credo non possa rappresentare un "segreto di Stato" sapere, noi tutti, a che titolo e per quali azioni legali l'importo è stato erogato ed utilizzato. In soldoni : abbiamo (noi tutti!) pagato la parcella ad un avvocato, ma per fare cosa? E per andare contro chi?
Tutti noi capiamo (e sappiamo) che 65.000 franchi equivalgono a 100 milioncini delle vecchie lire; poiché le cause sembra si svolgano in Svizzera, possiamo sapere se sono state radicate:
a) contro Giacchetta: nella quale ipotesi è - a mio avviso - danaro e tempo perso, essendo Giacchetta squattrinato.
b) Contro Pensionskassen, Banche od altri: anche in tale ipotesi vedo nero, per la ragione che sarà durissimo dimostrare la mala fede di queste strutture.
c) contro l'Inca zurighese: vedo buio, essendo l'Inca qui a Zurigo senza propria autonomia e null'altro che, di fatto, la longa manus del Patronato italiano (a tal proposito rimando, Signor Direttore, ai diversi articoli che ho pubblicato su Rinascita a partire dal mese di ottobre 2009).
2) Se la (le) causa (cause) si svolge (svolgono) in Svizzera, chiedo: perché non si è ricorso all'istituto del gratuito patrocinio, per i bisognosi, previsto tanto dalla procedura civile che da quella penale svizzera? In tali casi i costi (processuali e per l'avvocato) li paga il Cantone: perché si è invece "munto mamma Italia"? Come è stato possibile trovare (nei capitali di spesa del Ministero, sempre al verde!) subito 100 milioni di lire per pagare la parcella dell'avvocato, e non avere soldi per i veri poveri, per i bisognosi italiani che girano (e quanti) per Zurigo? Con la cifra pagata all'avvocato svizzero si potevano erogare 30 sussidi, per un anno intero, a 30 bisognosi!
Credo che qualcuno, su questa strana storia, ci debba delle risposte e penso che il Ministero Esteri italiano abbia in tal modo attuato un pericoloso precedente: da oggi in avanti ogni connazionale (che non può pagarsi l'avvocato) ha il diritto di bussare in Consolato e di pretendere il pagamento della parcella dell'avvocato).
Ditemi voi se questa non è follia allo stato puro, scialacquamento schizofrenico di soldi pubblici. Smettiamola di piangere il morto e si dica a noi, invece, di aver ricevuto soldi pubblici per l'avvocato: in oltre 30 anni di mestiere mai avevo visto una cosa del genere, cose turche!
Chiudo, Signor Direttore, confessandoLe un sospetto: non è che qualche parlamentare (PD, mi dicono) abbia fatto pressioni sul Ministero Esteri per far sganciare i soldi per l'avvocato al solo fine di "smarcare" il vero responsabile amministrativo (che non è certo Giacchetta!) di quel pateracchio? Lei, Direttore, mi potrà obiettare che faccio dietrologia: e la maggior parte delle volte non si sbaglia.
RingraziandoLa per l'ospitalità, con stima.

Dr. Gaetano Longo, avvocato - Zurigo - Udine