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COMITES E CGIE SONO ORGANISMI UTILI?

Wangen, 19 Maggio 2011 - Ho espresso le mie posizioni sui Comites e sul Cgie già in molte occasioni. E fino a oggi, le mie idee restano ferme. L’inutilità del Cgie, ovvero dell’oggetto strano non identificato, è sotto gli occhi di tutti. Anche perché ancora oggi non si capisce bene cosa è, a chi serve e a cosa serve. Personalmente lo definisco un inutile baraccone, ormai privo di funzioni degne di questo nome. Per di più costoso e a spese del contribuente italiano. Ma, se proprio vogliamo trovare il classico pelo nell’uovo, al Cgie una funzione gli è congeniale.
Di quale funzione si tratta? Semplice: il fantomatico Consiglio generale degli Italiani all’estero serve da trampolino di lancio per chi mira ad altri traguardi. Quali sono questi traguardi credo che sia di facile interpretazione. Ritengo di essere fin troppo tenero nel giudicare il Cgie. Alcuni maligni affermano addirittura che lo stesso funga da materasso per chi non raggiunge la carica di deputato o senatore. Io, siccome non appartengo alla categoria testé citata, mi limito a scrivere che è giunta l’ora di cancellare questo inutile organismo.
Proviamo a chiederci in che modo si eleggono i rappresentanti del Cgie. Non si capisce bene chi vota e con quale diritto lo faccia. Lo so, c`è una legge ad hoc. Però vi invito a visionare le modalità di eleggibilità del Cgie per notare che il tutto non ha nulla a che fare con la parola democrazia.
I Comites, contrariamente, hanno un’eleggibilità popolare. Dunque rientrano, a pieno titolo, nei parametri democratici. Inoltre, essendo ben radicati nel territorio e, di conseguenza, a contatto con il cittadino dovrebbero avere una funzione molto importante da svolgere nel solo interesse degli Italiani all’estero. In pratica i Comites dovrebbero fungere da collante fra l’istituzione e il cittadino. Con il sistema attuale questa funzione è difficilmente attuabile.
Mi spiego: al momento sono dei semplici organismi propositivi. Ecco perché il loro raggio d’azione è limitato. In pratica si elegge qualcosa che non ha nessuna possibilità di incidere a favore del cittadino che l’ha eletto. Dunque è facile gustare il sapore della beffa e notare la certezza che si è votato un’inutile forma di rappresentanza, mentre gli italiani che vivono oltre i patri confini hanno bisogno di ben altro. Ipotizziamo un cambiamento radicale dei Comites. Proviamo a lanciare l’idea di Comites con poteri esecutivi, responsabilità vera a favore di tutta la comunità.
Modestamente credo che sia arrivato il momento di dare una sterzata secca: i Comites devono diventare organismi con poteri esecutivi quali stretta collaborazione con i Consolati di appartenenza e controllo della gestione dei contributi statali. Il Movimento per i diritti degli Italiani all’estero (MO.D.I.E.) sostiene che l’inutile e costoso Cgie debba essere sostituito dal Comitato Mondiale degli Intercomites, composto da un rappresentante di ogni Intercomites nazionale e dai 18 parlamentari eletti all’estero.

Francesco Giorno - Vice presidente Modie