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Caso frontalieri, l’idea di Bossi:
“Svizzera via dalla black list. E rimborsi ai nostri comuni”

Varese, 4 Luglio 2011 - Lunedì' sera a Varese, nella prestigiosa sede della Provincia, c’è stato un vertice a cui hanno partecipato i ministri di casa Roberto Maroni e Umberto Bossi e il leghista ticinese Norman Gobbi. È proprio Bossi a parlare della questione con i giornalisti: “Lo scopo di questo incontro è portare Tremonti al tavolo. Ci ho parlato e bisogna fare incontrare lui e Bignasca (il leader della Lega dei Ticinesi). Dobbiamo portarlo o a Varese o a Lugano, gli offriamo una cena o una birra così lui è contento, perché anche le buone maniere sono importanti”.
E sulle richieste della Confederazione Bossi è stato altrettanto chiaro: “Bisogna togliere la Svizzera dalla black list, ne sono convinto”. Certo, perché è fondamentale far fare marcia indietro al Canton Ticino sulla faccenda del congelamento dei ristorni, che metterebbe in ginocchio molti comuni della fascia di confine, che traggono ricchezza proprio dal frontalierato: “Bisogna evitare il congelamento, i fondi devono andare ai nostri comuni altrimenti perdiamo troppi voti. Ne abbiamo già persi troppi nei comuni di confine”. Poi Maroni ha telefonato a Giulio Tremonti, che si è detto favorevole ad un incontro con Giuliano Bignasca. Insomma, dopo la mozione approvata alla Camera ad inizio giugno per togliere la Svizzera dalla black list, la Lega non vuole lasciare nulla di intentato.