Buon giorno (avrei scritto volentieri compagno) Gianni Farina
Zurigo, 15 Giugno 2011 - Questa è una delle poche volte che leggo i tuoi comunicati e devo dire che hai una bella faccia tosta nell’enfatizzare la massiccia (per me scarsissima) partecipazione al voto referendario degli italiani all’estero. Ignori addirittura l’esistenza della rete attraverso la quale ormai tutti - o quasi - attingiamo alle informazioni che ci interessano. In questo caso, infatti, tutti abbiamo appreso che il quorum non sarebbe stato raggiunto e i referendum non sarebbero stati validi, se gli Italiani residenti non avessero raggiunto il 57% di partecipazione. Di fatto questa percentuale, proprio grazie alla scarsissima partecipazione (tu stesso la riporti 23%) degli Italiani nel mondo, l’abbiamo vista scendere al di sotto del 54% dopo l’aggiunta dei dati provenienti dalle circoscrizioni estere.
Per me la chiave di lettura è chiara e semplice. Per prima cosa: questa legge, per essere in qualche modo più giusta, dovrebbe definire esattamente quali connazionali residenti, oltre i confini del nostro Paese, dovrebbero usufruire del diritto di partecipazione al voto che è cosa ben diversa del diritto al voto.
Seconda cosa: abbiamo visto con i nostri occhi che voi, nostri rappresentanti all’estero, in questa circostanza, vi siete comportati come le tv italiane. Cioè non avete mosso foglia sulla quale far veicolare le utili e necessarie informazioni, atte a far crescere il nostro interesse per gli importantissimi quesiti referendari. Diverso, invece, quando si tratta di garantirsi la propria elezione in parlamento o al senato. Aggiungo pure che i nostri rappresentanti del centro-sinistra non si sono mobilitati perché lo stesso PD ha deciso solo all’ultimo momento di accodarsi a sostegno dei referendum, mentre quelli del centro-destra non lo hanno fatto perché avevano interesse che il quorum non si raggiungesse.
Di una cosa ne sono certo, e dico questo certamente non a sostegno del volta gabbana per il quale provo solo schifo, se Razzi fosse stato ancora nell’IDV, spinto dal suo partito che i referendum li ha lanciati e sostenuti, avremmo avuto anche noi all’estero qualche informazione in più.
In conclusione: per me la legge elettorale per gli Italiani nel mondo, con annessi i collegi esteri, dovrebbe essere immediatamente abolita perché utile solo a chi viene eletto e di pari passo aumenta i costi della politica di uno Stato (il nostro) già indebitato sino al collo. Mi sento inoltre molto male nel pensare che con questa legge abbiamo pagato stipendi, emolumenti e privilegi di ogni genere a gente che non ha prodotto niente per noi Italiani nel mondo e che, grazie alla loro elezione, al parlamento o al senato, non compaiono sulle liste dei disoccupati. Per finire ti chiedo un ultimo favore: cancellami dalla tua news-letter perché non ho alcun interesse di leggere le tue baggianate. Grazie.
Ubaldo Stendardo