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Dal Partito democratico in Svizzera
"Senti che bel vento. E’ quello che spira sulla nuova stagione dell’alternativa"

Zurigo, 14 Giugno 2011 - Strepitoso successo dell’Italia referendaria. Un risultato che va oltre le più rosee aspettative in quanto afferma una tendenza ed indica un manifesto desiderio di cambiamento della compagine di governo. Si avviino i passaggi necessari per permettere agli elettori di esprimersi sul futuro governo dell’Italia. Sono tre anni che il Parlamento italianoè inchiodato a discutere ed approvare, con l’ausilio del voto di fiducia, leggi che interessano direttamente il presidente del consiglio. Le leggi che sono state abrogate con i referendum fanno parte del programma con il quale l’attuale maggioranza ha vinto le ultime elezioni legislative. Quella maggioranza oggi non esiste più. Dopo sedici anni i referendum riescono a raggiungere il quorum e i cittadini ritornano protagonisti delle proprie scelte.
Il Partito democratico in Svizzera ringrazia le elettrici e gli elettori, i Com.It.Es.i funzionari consolari, i numerosi Comitati referendari impegnati a sostegno dei SI, le diverse Associazioni ed i Movimenti,i militanti ed i dirigenti assieme ai Circoli ed i parlamentari del PD residenti in Svizzera,che si sono prodigati con grande impegno civico e democratico in una diffusa opera d’informazione, che come in Italia non è stata sufficientemente garantita dal servizio pubblico.
Ancora una volta all’estero, purtroppo, sono emerse le solite difficoltà e i limiti della macchina organizzatrice elettorale, che dovrebbe permettere indistintamente a tutti cittadini italiani di esercitare il voto per corrispondenza, come disposto nell’articolo 48 della costituzione italiana. Perciò, il partito democratico in Svizzera sollecita il governo ed il parlamento ad assumere con urgenzal’iniziativa legislativa per promuovereprovvedimenti, modalità e regole per garantire una regolare gestione e amministrazione del voto degli italiani residenti nella circoscrizione estero. Ciò detto, nonostante le disfunzioni e seppur con una percentuale significativa, anche gli italiani all’estero sono risultati protagonisti della nuova stagione democratica italiana.
Dal punto di vista politico, invece, stiamo vivendo l’epilogo della fine di un’epoca. La Seconda Repubblica ed il berlusconismo sono giunti al capolinea, si apra una nuova parentesi per permettere all’Italia e agli italiani di dar vita alla rinascita del nostro Paese. Le ragioni che ci hanno visti protagonisti in questa campagna referendaria a sostegno dell’abrogazione dei 4 referendum nascono dal nostro impegno nel futuro dell’Italia e nelle nuove generazioni, nell’innovazione legata ai valori di solidarietà, riflettono una visione umanistica, capace di tenere assieme il concetto di democrazia con quello di uguaglianza.In Svizzera lavoreremo affinché le indicazioni referendarie degli italiani nella Penisola e all’estero diventino riferimenti di un futuro impegno di governo.

Michele Schiavone, Anna Ruedeberg
Segretario e presidente del Pd in Svizzera

Neri (Pd) : voto all'estero buono nonostante il boicottaggio

Roma, 14 Giugno 2011 - “All’estero, nonostante i boicottaggi espliciti, ha votato quasi il 30% dei nostri connazionali, con percentuali differenziate e in alcuni casi molto significative. Un risultato che, se la campagna non fosse stata esplicitamente boicottata, avrebbe tranquillamente potuto raggiungere e superare il 50%”.E’ quanto afferma Luciano Neri, presidente della Consulta pere gli Italiani nel Mondo e componente del Coordinamento della Circoscrizione Estero del PD.
“La dotazione finanziaria per la campagna di informazione – afferma Luciano Neri - è stata assegnata, dal Ministero delle Finanze al Ministero degli Esteri, con grande ritardo solo alcuni giorni fa. Da quel momento Consoli e Ambasciatori rispettosi del proprio ruolo istituzionale e delle leggi italiane hanno fatto quello che hanno potuto con grande impegno e responsabilità, hanno diffuso istruzioni utilizzando i mezzi informatici, il cartaceo, i giornali italiani e del Paese di ospitalità, nonchè i mezzi radiotelevisivi disponibili. In altri casi, purtroppo non pochi, Ambasciatori e Consoli irresponsabili hanno fatto poco o nulla, facendo prevalere le loro appartenenze politiche alle funzioni istituzionali e amministrative previste dal ruolo. Per questo, a risultato definitivo, sarà indispensabile che il Ministero degli Esteri da una parte, i Comites e il Cgie dall’altra, attivino per quanto di competenza una approfondita verifica di quanto è stato o non è stato fatto, per individuare cause e responsabilità".
" Fare questo è indispensabile - afferma Neri - se non vogliamo che gli italiani all’estero siano sempre individuati come problema e non come risorsa. D’altra parte ciò che appare evidente è che gli italiani all’estero, sia rispetto ai quesiti di merito che alle scelte del governo, hanno espresso una opinione sostanzialmente omogenea a quella espressa dagli italiani in Italia. Nel merito credo che il voto abbia rappresentato un messaggio evidente di sfiducia politica nei confronti del governo e, per quanto Berlusconi e ministri si ostinino a ripetere che non ci saranno effetti sulla tenuta della maggioranza, è del tutto evidente che la crisi della destra è già cominciata e che le elezioni sono più vicine. La Lega, che aveva puntato sulla crescita elettorale per effetto della perdita di consensi del Pdl, in realtà viene travolta dall’effetto negativo determinato da Berlusconi, dal Governo e dal Pdl. Un prezzo che non può permettersi di pagare, pena passare dalla sconfitta alla definitiva marginalità sul piano politico nazionale”.
" Ma non bisogna dimenticare - afferma ancora Luciano Neri - che il referendum ha rappresentato soprattutto una scelta di merito sui temi specifici sottoposti a referendum. Fanno bene Fini, Casini e Rutelli a dire che il risultato referendario è “..un NO grande come una casa al governo”, ma credo farebbero altrettanto bene a riflettere onestamente nel merito delle scelte degli italiani e adeguare alcune loro precedenti scelte politiche. Gli italiani vogliono l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, rifiutano la speculazione privata su un bene vitale come l’acqua, rifiutano il nucleare e gli interessi di lobbies che hanno sostenuto una opzione energetica pericolosa e più costosa. E questo l’hanno capito anche i mercati, spietati ma notoriamente più veloci della politica, i quali, prima ancora del risultato definitivo hanno penalizzato in borsa tutte le maggiori imprese coinvolte nella costruzione delle centrali nucleari, a partire da Enel, e premiato i titoli delle imprese che operano nei settori delle rinnovabili”.