In difesa dell’insegnamento dell’italiano nel Canton San Gallo
San Gallo, 19 Gennaio 2011 - Per far fronte ad un crescente deficit finanziario, il Canton San Gallo ha in programma delle misure drastiche. Una misura riguarda l’italiano: a partire dall’anno scolastico 2012/13 nei licei sangallesi non sarà più possibile scegliere l’italiano come opzione specifica (in tedesco Schwerpunktfach). In questo modo si risparmierebbero 250000 franchi. «Peccato, ma sopportabile», dicono.
Ma si tratta di una misura inaccettabile e controproducente! In Svizzera, la conoscenza della terza lingua nazionale è utile alla carriera professionale. Consente di instaurare e mantenere rapporti economici con imprese italianedella Svizzera italiana. Più che un vantaggio economico, la soppressione dell’italiano opzione specifica risulta quindi essere controproducente per la futura generazione lavorativa svizzera.
Vi è persino chi, come Christoph Mattle, Direttore dell’Ufficio del livello secondario II del Canton San Gallo, afferma: «La lingua nazionale è naturalmente un argomento, ma con lo stesso diritto il latino può valere come madrelingua dell’Europa». Da non credere! Nel ventunesimo secolo il latino non si ha più la fortuna (!) di imparare il latino come madrelingua, cosa che accadeva al filosofo Michel de Montaigne nel sedicesimo secolo. E non mancano le università svizzere che hanno abolito l’obbligatorietà della conoscenza del latino per poter accedere allo studio di determinate materie.
Se si vuole che il numero di liceali che vogliono imparare l’italiano nei licei svizzeri aumenti, urge una linea programmatica per la salvaguardia e la diffusione della lingua di Dante non da parte dell’Associazione svizzera dei professori d’italiano (da me presieduta), ma altresì della Svizzera italiana e di chi rappresenta gli italiani e l’italiano all’estero. Il loro silenzio non è più sopportabile.
Donato Sperduto - Presidente ASPI (Associazione svizzera dei professori d’italiano)