Se non ora quando?

Per le donne nella 1° Conferenza delle Donne Democratiche incontrate a Roma il 18-19 febbraio 2009e per quelle chi ci aspettano a casa, in Italia e a all’Estero ! 

Berna, 24 Febbraio 2011 - Siamo arrivate a Roma dalla Svizzera con Maria Bernasconi, Nella Sempio, Angela Vescio, Antonia Pichi, ,Silvia Trulli, Ornella La Padula , Assunta Gasbarroma anche con Daniela Di Benedetto Germania, E.Vitale USA e Silvia Finzi dirigente PD dalla Tunisia assieme inoltre con Giovanna Meyer, Silvia Casadei ritornate in Italia e Angela Carlucci presidente dell’ADISPO che si trovavano a Roma .Abbiamo incontrato e fatto rete con numerose democratiche che deputate,senatricima anche professioniste che verranno man mano da noi a dar vita alla nostra Conferenza delle Democratiche in Svizzera .Conferenza che nascerà quando le onorevoli Silvia Costa europarlamentare e Laura Garavini il 18 Marzo 2011 saranno con noi in Svizzera!
Nella Tabella presa da un giornale scientifico svedese Forskning & Framsteg del Febbraio 2011 si legge che in Ruanda le donne parlamentari stanno al topp con il 56% , in Svizzera grazie ad una potente accelerazione nel 2010 sono arrivate dal 16% al 29% . Noi italiane non siamo neanche degne di essere citate: noi donne italiane che già dal 1100 potevamo studiare a pari diritto nella 1° Università in Europa, all’Università di Bologna! C’è da riflettere,ma diciamocelo senza troppa retorica: ma che vergogna!.

E’ infatti importante poter accelerare il lento progredire della posizionedella Donna nella società . Laposizione della donna dovrebbe essere paritaria perpartecipazione e per competenze acquisite meritoriamente. E’ il dovere di ognuno di noi, ma soprattutto di ogni donna ad impegnarsi in questo percorso. E’ un impegno che dobbiamo alle nostre nonne, alle nostre madri, alle figlie ed alle figlie delle figlie.E' un dovere matrilineare, dovere che passa dalle madri, che è quello di essere insieme agli uomini“co-responsabili”della realizzazione della vita, mentre noi donne siamo in massima parte responsabili silenti della sua conservazione.
Se non ora quando prendere in mano la responsabilità di co-governare, innescando il nostro sapere ma anche il nostro buon senso, il nostro profondo senso di giustizia e di etica!
Se non ora quando vivere pienamente la libertà di essere ciò che scegliamo di essere, senzaa il vincolo di quella pastoia, che è la"voce del padrone". E’ chiaro che ciò vale per la “ voce della padrona “! La voce patrilineare, che passa dai padri, dei nostri fratelli d'Italia, dei nostri figli è importante ed essenziale, ma non può più essere in modo subliminare ed inconscio l'indicazione inevitabile, preponderante e prevaricante di un padrone!
La nostra dimensione collettiva si è potuta esprimere in modo sorprendentemente straordinario,durante tutti i lavori della 1° Conferenza Nazionale delle Donne Democratiche, quando tutte le visioni dicambiamento della nostra società, erano volte a realizzare una società dove tutte le attività sociali istituzionali e politiche realizzino pacificamente ma concretamentela “ co-partecipazione” e la“leadership” con il 50% di donne e il 50% di uomini. Le donne che a Roma nel Teatro Capranica hanno suggellato la nostra collettiva presa di coscienza per un vero cambiamento di rotta sono state Rosy Bindi, Anna Finocchiaro, Livia Turco, Silvia Costa,  Stefania Pezzopane ed infine Roberta Agostini, organizzatrice della Conferenza ed eletta all'unanimità quale portavoce delle Democratiche nel Comitato di Direzione del PD.
Ci siamo riunite con una metodologia altamente efficace, che metteva in risalto un grande rispetto dei tempi : mai più' di 7-10 minuti per intervento. Circa 60 interventi in 10 ore, interrotti solo dal breve riposo notturno! Ma ciò che ha colpito sono stati i contenuti sempre diversi e sorprendenti degli interventi. Abbiamo ascoltato un linguaggio coralmente privo di ogni arroganza, di ogni celata supponenza, espresso con ritmi ed accenti sobri, eleganti ma non perché le democratiche fossero lussuosamente tirate a lucido o appena uscite da una beauty farm, ma per il fascino del loro entusiasmo, della loro evidente e condivisa solidarietà.
Uno spettacolo esemplare di disciplina, di rispetto reciproco, di generosità, di sobrietà e ricco di quel dinamismo estetico che è nostro! E’ stato dimostrato in due giorni di lavoro che ognuna di noi ha potuto suscitare curiosità, interesse comune, passione e voglia di andare avanti e percorrere la nostra strada di democratiche del PD e non solo! La multiculturalità con sfaccettature mai ripetitive ha presentato una serie di elaborazioni programmatiche, di informazioni di grande rilevanza sociale e che possono essere, devono essere integrate nel percorso civile e politico del nostro paese. E lo saranno!
Se non ora quando: con grande soddisfazione abbiamo osservato la presenza ininterrotta di un grande uomo e lo abbiamo ascoltato con massima attenzione: un grande uomo, Pierluigi Bersani. Il suo intervento è stato tutto ciò che noi donne sappiamo ma che Pierluigi con impegno ammirevole di un grande uomo è stato capace di integrare! Pierluigi Bersani ha capito! Ha capito che dobbiamo essere presenti al 50% in ogni decisione della nostra società ed ha dichiarato, come timidamente opinavo qualche giorno fa alla radio svizzera (Swissinfo), che una strada  inevitabile, ma basata su una giustizia lungimirante, è quella dell'inserimento vincolante ma "transitorio" delle quote  femminili.
Se non ora quando è il movimento di un comitato permanente, che in modo irreversibile verrà a riportare nel nostro paese e in noi donne e uomini italiani, compresi tutti coloro che sono residenti all'estero, il ruolo che compete di diritto e per merito alle donne in una società civile, in una politica che non può più accogliere partecipazioni, che non siano paritarie e forti di competenze acquisite meritoriamente, libere dalla vittoriosa cupidigia indiscriminata di potere e di beni materiali.
Eravamo quasi “mille”, donne quasi centenarie in rete intergenerazionale con le diciottenni del “se non ora quando”, con le operaie e le insegnanti, con le professioniste e le politiche, con le studentesse e le docenti, con le partigiane e le casalinghe e tutte quelle che hanno costruito e conservato concretamente e molto silenziosamente nel corso degli ultimi decenni gran parte della vita culturale, istituzionale e civile dell’Italia. Abbiamo parlato vivacemente, ci siamo capite e molto frequentemente, malgrado differenze di origini territori tradizioni ed accenti, ci siamo ritrovate sulla stessa lunghezza d’onda, in un luogo di dialogo dovela noia, la discriminazione, l’arroganza. la subalternità non hanno proprio mai trovato posto.

Anna Pompei Rüdeberg - Presidente PD in Svizzera