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Italia-Svizzera: Roma tergiversa su accordo fiscalità

Berna, 8 Dicembre 2011 - L'Italia non intende negoziare con la Svizzera un accordo sulla fiscalità sull'esempio di quelli che la Confederazione ha raggiunto con Germania e Regno Unito, la cui validità sarà prossimamente esaminata dalla Commissione europea e dall'OCSE. Così in sostanza il premier Mario Monti ha affermato oggi durante l'ora delle domande alla Camera. In un'interrogazione il deputato Massimo Donadi, a nome di altri colleghi dell'Italia del Valori, dopo aver rammentato l'importanza dei due accordi stipulati da Berna con Bonn e Londra, e aver rilevato che a tutt'oggi l'Italia non ha raggiunto alcun accordo bilaterale con nessuno dei paesi considerati "paradisi fiscali", ha chiesto come intende muoversi il governo presieduto da Monti.
Ha risposto il ministro per i rapporti con il parlamento Piero Giarda, che leggendo una nota del premier ha detto che gli accordi tra la Svizzera e i due paesi dell'UE "non rientrano nella tipologia delle convenzioni per evitare la doppia imposizioni", ma sono una specie di sanatoria. Gli accordi consentono il mantenimento del segreto bancario, ha aggiunto il ministro italiano, ricordando che dalla Francia sono giunte "critiche e perplessità". A suo dire si tratta di accordi "non in linea in sede OCSE", che prossimamente li passerà al setaccio. Essi "non corrispondono agli standard richiesti dall'OCSE e sono sotto osservazione da parte della Commissione europea perché contrari ai principi della direttiva Ue sul risparmio". I due accordi rischiano, ha sottolineato Giarda, di determinare l'apertura di una procedura di infrazione.
Donadi si è detto "letteralmente sbigottito" dalla risposta. Pare di comprendere - ha affermato - che il governo di Roma non ha nessuna intenzione di attivarsi per recuperare parte dei circa 100 miliardi di euro trasferiti dagli italiani in Svizzera".
"Le motivazioni del governo sono offensive nei riguardi degli italiani in un momento in cui si chiedono sacrifici ai lavoratori e ai pensionati. Vi rifiutate - ha detto ancora il parlamentare dell'IdV, "di andare a prendere i soldi degli evasori e dei criminali". Così facendo viene "garantita l'impunità di chi ha portato i soldi all'estero".