Svizzera-Unione europea: Italia ostacola accesso al mercato di società svizzere
Bruxelles, 7 Dicembre 2011 - Oggi a Bruxelles si è svolta la 57esima riunione del Comitato misto Svizzera-Unione europea (Ue) sull'accordo di libero scambio. La delegazione elvetica si è lamentata per alcune misure con cui l'Italia continua ad ostacolare l'accesso di società svizzere al suo mercato. L'Ue ha invece criticato alcuni regimi cantonali di fiscalità delle imprese. Le due delegazioni - sottolinea un comunicato dell'amministrazione federale - hanno comunque confermato il buon funzionamento e sottolineato l'importanza dell'Accordo di libero scambio del 1972. Nel 2010 il commercio tra Svizzera ed Unione europea ha raggiunto un volume di circa 260 miliardi di franchi, con un aumento del 7% rispetto al 2009. L'Ue è il partner economico più importante della Confederazione (59% delle esportazioni e 79% delle importazioni) mentre la Svizzera è il secondo partner economico dell'Unione.
Riguardo ai problemi di accesso ai rispettivi mercati, Berna oggi ha indicato in particolare tre questioni: l'obbligo per le imprese italiane che trattano con quelle svizzere di dare informazioni e giustificativi alle autorità fiscali italiane (decreto incentivi); la concessione di una sovvenzione per i pannelli solari che risulta discriminatoria per i produttori elvetici, e l'obbligo di sottoporre ad un controllo radiometrico i prodotti metallici semilavorati esportati nella Penisola.
Le discussioni su tali temi proseguiranno per trovare soluzioni. Berna "aspetta ora la reazione della Commissione europea" ed auspica che essa svolga opera di mediazione e di controllo nei problemi bilaterali con Roma, ha detto all'ats l'ambasciatore Jacques de Watteville, capo della missione elvetica presso l'Ue. A marzo la Commissione Ue ha già avviato nei confronti dell'Italia una procedura per infrazione agli accordi, in relazione alla discriminazione delle imprese elvetiche negli appalti pubblici. Dal canto suo l'Ue ha abbordato la questione dei vari regimi cantonali sulla fiscalità delle imprese e il codice europeo di condotta in materia. La scorsa settimana i ministri delle finanze europei hanno rinviato l'adozione di misure di pressione su Berna in merito al tema.
Bruxelles ha poi espresso critiche riguardo alcuni aspetti della Nuova politica regionale svizzera, poiché ritiene che siano contrari alla libertà di commercio. La Svizzera ha chiaramente difeso la sua posizione, secondo la quale la legislazione in materia è compatibile con l'accordo. Berna vorrebbe regolare la questione con un apposito testo. La delegazione svizzera era guidata dall'ambasciatore Jacques de Watteville, quella dell'Ue da Gianluca Grippa, del Servizio europeo per l'azione esterna (Seae). Il prossimo incontro del Comitato misto sull'Accordo di libero scambio si terrà alla fine del 2012.