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Gli avvoltoi si aggirano sui Corsi di lingua e cultura italiana

Zurigo, 9 Dicembre 2011 - Ultimamente si parla spesso sulla stampa dell’emigrazione e nelle trasmissioni radio riservate alla comunità italiana qui in Svizzera dei tagli ai Corsi di lingua e cultura italiana. Vi siete chiesti il perché? A sentire tutti questi presunti esperti, soprattutto coordinatori di Enti professionali come l’Ecap, nella persona del Signor Bozzolini o di Enti Gestori, nella persona del Signor Nesti, sembrerebbe che la colpa di tutti i disagi sia da attribuire solo alla riduzione dei contributi, messa in atto da qualche anno, dall’ex governo Berlusconi e che nei prossimi anni potrebbe essere ridotta al minimo. Invece, si dovrebbe parlare soprattutto della cattiva gestionedi molti Enti e dei debiti che hanno accumulato, da quando nel 1993 hanno iniziato a cogestire i suddetti Corsi insieme all’Ufficio Scuola dei vari consolati, grazie anche al sostegno di alcuni politici, senza spina dorsale, eletti all’estero che si sono schierati apertamente dalla loro parte.
Molto probabilmente a nessuno di questi interlocutori interessa, veramente, il futuro dei Corsi, altrimenti cercherebbero di dare un contributo costruttivo, facendo proposte adeguate per risolvere il problema. D’altra parte quando non si ha la formazione adeguata e ci si vuole ugualmente occupare di temi che non si conoscono a fondo come quelli riguardanti il mondo della scuola non si va da nessuna parte.
Fa gola il contributo in denaro dello Stato italiano per poter continuare a nominare, in base a non so quali competenze, i docenti da inviare nei Corsi, senza preoccuparsi di stilare una graduatoria in base ai titoli di studio posseduti dagli insegnanti, in modo da assumere i più meritevoli. Se lo facessero, d’altra parte, non avrebbero più il potere che hanno attualmente a cui non hanno nessuna voglia di rinunciare. E poi dicono che il loro è solo volontariato . Queste persone sono solo dei grandi IPOCRITI.
Adir la verità, ci sono alcuni presidenti di questi Enti gestori che lavorano in modo serio e trasparente. Mi permetto di citare, a tale proposito, il CASLI di Zurigo, per il quale ho lavorato dieci anni, e il suo presidente Aurelio Chiapparini, persona che ha mostrato negli anni di saper gestire in modo corretto i contributi ricevuti dallo Stato italiano. Il Casci di Berna comunque sta fallendo senza riuscire nemmeno a pagare agli insegnanti gli stipendi di diversi mesi.
Questi casi dovrebbero farci riflettere ed indurci a cambiare rotta, cioè chiedere che tutto venga affidato ai Consolati. Invece, con il supporto dei politici eletti all’estero, mi riferisco in particolar modo al senatore Micheloni e all’onorevole Narducci, i responsabili dei suddetti Enti hanno proposto, addirittura, di far rientrare in Italia tutti gli insegnanti del MAE, compresi i Dirigenti scolastici, e fargestire ai sudetti Enti il settore della scuola.
Ma siamo impazziti? Far gestire la scuola a persone che non vengono dal mondo della scuola e che sono quindi per lo più degli incompetenti? Se si dovesse arrivare a ciò, sarebbe meglio che lo Stato italiano smantellasse tutto il settore delle Istituzioni scolastiche italiane all’estero e risparmiasse i soldi. Queste proposte non meritano di essere prese in considerazione! Si deve capire che se il personale Mae (Ministero affari esteri) verrà rimpatriato, verrà smantellato tutto e non ci sarà posto nemmeno per i docenti assunti in loco.. Spero che il governo Monti trovi, in tempi brevi, una soluzione a questa situazione a dir poco assurda e nello stesso tempo imbarazzante e decida per il meglio. Non si può continuare a pensare che lo Stato italiano debba intervenire sempre a saldare i debiti accumulati da altri e spesso, ribadisco, da incompetenti.
La scuola, proprio per i suddetti motivi, deve essere riportata sotto un unico tetto: l’Ufficio scuola del Consolato, dove c`è un Dirigente scolastico che dà tutte le garanzie necessarie per gestire un settore del genere e, soprattutto, senza interessi personali. Forse Enti professionali come l’Ecap, che gestiscono già in qualche Circoscoscrizione consolare i Corsi di lingua e cultura italiana, per esempioa Basilea, vogliono estendere i loro interessi, meglio dire le loro mani, sui suddetti Corsi, a discapito di altri Enti gestori?
Questo non dovrebbe, però, meravigliarci in quanto Enti professionali, come Ecap o Enaip possiedono già una ampia struttura e di conseguenza appropriarsi di un ulteriore contributo per gestire anche i corsi di lingua e cultura italiana, sarebbe sicuramente per essi molto utile; vitale alla loro esistenza. Per questo, secondo me, il Signor Bozzolini è sceso in campo, organizzando incontri a destra e a manca. D’altra parte a Zurigo nel 1993, l’attuale coordinatore dell’Ecap insieme all’on. Narducci erano i responsabili di un Ente gestore chiamato ACIS che si occupava dei suddetti Corsi, a liv. elementare, che in seguito fu poi inglobato dal CASLI di Zurigo e devo ribadire che i risultati sono ben noti. Gentile Signor Bozzolini, dalle mie parti, si dice che persone come Lei, l’on. Narducci e il Sen. Micheloni, si dovrebbero far comprare da chi non le conosce. Io purtroppo Vi conosco e non ho nessuna intenzione di abboccare al Vostro neutrale interessamento.
Concludo, invitando gli insegnantidegli Enti gestori ad aprire gli occhi e non farsi incantare da questi improvvisi « suonatori di flauto: organizzatori di conferenze, tavole rotonde e trasmissioni radio. Sono docente come voi, attualmente supplente MAE e penso che dovremmo cercare di scendere in campo, in prima persona, e suggerire noi una soluzione equa per tutta la categoria che rappresentiamo, insieme anche ai docenti e ai Dirigenti scolastici delMAE, con delle regole da rispettare, uguali per tutti. Senza cercare di fare i furbi, come alcuni hanno fatto fino adesso, cercando di passare avanti agli altri perché conoscevano il presidente di un Ente oun parlamentare o qualcuno dei Comites.
A proposito avevo dimenticato di citare i Comites, un’altra interessante categoria, sempre in mezzo, nel settore della scuola, pronta a dare suggerimenti, a fare proposte spesso senza avere le dovute competenze. Secondo me, solo uniti, cari docenti possiamo cercare di salvare i Corsi dal loro probabile funerale, previsto per i prossimi anni, se non si interviene seriamente, senza interessi di parte. Questo si potrà realizzare in base a un’unica linea guida: far rientrare i Corsi di lingua e cultura italiana sotto l’unico tetto dell’Ufficio scuola del Consolato. Meditate gente!

Gerardo Petta - Docente – Corsi di lingua e cultura italiana – Zurigo (iscritto sindacato Uil)