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Il grazie dei deputati del Pd eletti all'estero
"Ora tutti più uniti e determinati"

Roma, 30 Settembre 2010 - "L’on. Mirko Tremaglia ancora una volta ha avuto il coraggio della verità e della fedeltà alla causa degli italiani all’estero. Al di là delle differenze politiche e culturali che esistono tra noi, onore alla sua onestà intellettuale. Il suo atto è, nello stesso tempo, una condanna all’azione di questo governo nel campo delle politiche migratorie e un indiretto riconoscimento a quanto noi dell’opposizione stiamo dicendo e facendo da ormai due anni".
Così i deputati del Partito democratico (Pd) eletti all’estero - Gino Bucchino, Gianni Farina, Marco Fedi, Laura Garavini, Franco Narducci e Fabio Porta – commentano il voto contrario al governo dell’on. Tremaglia (Futuro e libertà Italia) che Mercoledì scorso a Montecitorio è intervenuto per annunciare il suo "no" alla fiducia chiesta dal Premier perché il Governo "ignora gli italiani all’estero".
"In una giornata di grande mistificazione delle reali condizioni in cui versa la società italiana e dell’operato del governo Berlusconi per venirne fuori – commentano i deputati Pd – un atto di verità come quello di Tremaglia ha contribuito a diradare le nebbie e a guardare le cose per quelle che sono. E le azioni di questo governo verso gli italiani all’estero sono sotto gli occhi di tutti: tagli alla lingua e cultura italiana, tagli all’assistenza sociale degli anziani, tagli alla stampa italiana all’estero, tagli alla rete consolare, richiesta di somme erogate ai pensionati, minacce di espropri degli immobili posseduti in Italia, e via dicendo".
"Noi – proseguono – che abbiamo consumato ogni giorno di questa legislatura per cercare di porre un freno a questa devastazione, dovremmo essere contenti di essere oggi meno soli. Invece siamo amareggiati per il fatto che si sia determinato una situazione nella quale una persona stimabile si sia stata costretta ad un gesto estremo, quello di votare contro la sua stessa maggioranza. Grazie, dunque, ancora una volta all’on. Tremaglia. Dobbiamo assumere il suo pronunciamento, tuttavia, non come un gesto estremo e simbolico ma – sottolineano – come un’occasione per unire di più tutti i rappresentanti degli eletti all’estero, al di là delle schematiche collocazioni parlamentari, e di essere determinati e coraggiosi – tutti, non solo gli esponenti dell’opposizione - nel difendere gli interessi di coloro che siamo stati chiamati a rappresentare".