La Chiesa fra testo e contesto
Dalle bestemmie in Tv al preservativo
P. Albino Michelin
Bienne, 26 Novembre 2010 - Anche le persone che oggi cercano di comportarsi nella vita con rispetto dell'etica, della morale del Vangelo arrischiano di ingolfarsi in uno stato di confusione mentale. Cioè da una parte si sentono ripetere che Bibbia e Vangelo vanno seguiti alla lettera, senza chiose e forzature soggettive, senza se e senza ma. In pratica: coerenti e radicali, evitando ogni relativismo. Per gli addetti ai lavori esiste anche un vocabolario, che però necessità di essere portato a conoscenza (o più semplicemente ambientazione).
Oggi si parla di "contestualizzazione", cioè un testo, una frase, un detto, un principio non va preso ed analizzato a se stante, ma va posto nel contesto, cioè chi l'ha detto, quando, dove, come, con un sondaggio sulla mentalità del tempo, usi, costumi, linguaggio, genere letterario ecc. Ovviamente qui se non si dispone dei ferri del mestiere, la gente comune si smarrisce. Ed è proprio qui che hanno origine le due categorie contraddistinte e contrastanti: i fondamentalisti, intransigenti, conservatori intrattabili da una parte, e gli aperturisti, innovatori, aperti al dialogo con i tempi che si evolvono dall'altra. Dai primi definiti anche teste calde e sfascisti, denigratori per partito preso. Forse citare qualche caso può aiutare a far chiarezza sui termini e sulle posizioni. Esempio: quello dell'omosessualità e dell'adulterio. Ritorniamo su argomenti ripetuti, ma vediamoli sotto altra angolatura. Diamo la precedenza agli intransigenti e letteralisti, cioè a quelli che interpretano tutto alla lettera. Talvolta è anche una posizione mentale di comodo, permette di non far fatica, di non prendersi la briga ad usare l'intelletto e di ragionare.
La pigrizia mentale
dei fondamentalisti
Nella Bibbia c'è scritto che "l'ira di Dio si scaglia contro uomini che si accendono di passione per altri uomini" (Paolo, Rom. 1,27). Ed ancora "i sodomiti (omosessuali) non erediteranno il Regno di Dio" (1a, Cor. 6,10). Fra parentesi veloce una domanda: chissà perché si parla solo di omosessuali e non di lesbiche? Quiz da mille euro. Chiusa la parentesi. Che si fa qui? Si preleva dal contesto del tempo passato, 2 mila, 2500 anni fa, il testo ed in base ad esso specie quando organizzano qualche manifestazione provocatoria per le strade o qualche contestazione meno eclatante e più sommessa.
A questi fondamentalisti e intransigenti mi permetto di presentare un altro testo, quello concernente l'adulterio e chiedere loro una spiegazione logica e coerente. L'adulterio nel Vecchio Testamento (sempre Bibbia) viene punito con la morte (Lev. 20,10). In effetti anche Gesù quando fa smammare quei maschi che volevano lapidare la donna adultera, nemmeno lui toglie e abolisce la legge della lapidazione. Domando: perché i fondamentalisti di oggi non prendono alla lettera questa prassi e non condannano a morte i moderni adulteri, e alle sassate per giustifiziare le adultere?
O Dio, si salvi chi può. A cominciare dal nostro parlamento dei deputati, specie quelli di destra per i quali la famiglia è sacra e i figli delle coppie di fatto restano ancora mezzi bastardi. Perché qui non si è coerenti? Si toglie il testo dal contesto dicendo "ma oggi i tempi sono cambiati, quella morale era figlia di un mondo primitivo, agricolo, rurale, maschilista". E chi ci capisce? E' questa la linearità, amici fondamentalisti? Tiro in ballo un altro caso: quello dell'uccidere. Il 5° comandamento proibisce di ammazzare, ancora dai tempi di Mosé, 3 mila anni fa. Eppure per secoli papi e Concili hanno spedito al rogo gli eretici, chi professava una religione diversa. Non solo, ma oggi si parla e si difende anche la guerra giusta.
Ricorda la guerra in Iraq, celebrata persino dal Card. Ruini con solenni funerali in mondovisione per alcuni soldati italiani morti a Nassiria nel novembre del 2003. Ma per il Vangelo tutte le guerre sono e restano ingiuste. Che ti rispondono i fondamentalisti? Che bisogna "contestualizzare". Cioè vedere il contesto mondiale, politico che oggi è cambiato. Incalzo: allora la gente si fa l'idea che ogni testo sacro va interpretato a fisarmonica a seconda delle circostanze? E questo è relativismo bello e buono. Conclusione: non sanno che rispondere: vicolo cieco.
Altro caso emblematico, concernente la scienza e l'astronomia. Giosuè sta conducendo una battaglia e per timore che sopraggiunge la notte si indirizza al cielo: "fermati o sole" (Gs. 10,12). La Chiesa del 1600 interpreta il brano come una prova essere il sole a girare attorno alla terra e non viceversa come sosteneva Galileo. Il povero scienziato ha dovuto abdicare e rinnegare la sua scoperta per ossequio al magistero. Oggi sinodi e concili della Chiesa nemmeno si sognano di mettere in dubbio essere la terra a girare attorno al sole. Gli intransigenti conservatori vi risponderanno a denti stretti che ai tempi di Giosué si pensava così, e che quindi il suo testo va letto ed interpretato nel "contesto". La spiegazione però non toglie la confusione. Ma non restiamo nei secoli passati. Caso recente. Alla fine di settembre di quest'anno il nostro Premier, capo del Governo, in Tv al termine di una barzelletta chiuse il suo discorso con una solenne bestemmia. Non contro qualche Santo, ma contro Dio stesso.
Ora si sa che la bestemmia è condannata dal secondo comandamento (20,13) dell'Esodo di Mosé, grande legislatore precristiano, "non nominare il nome di Dio invano". Sappiamo che qualche giornale cattolico come ha reagito stigmatizzando che un rappresentante di 60 milioni di cattolici dovrebbe tenere un comportamento privato consono al ruolo pubblico che rappresenta. Fra qualche timido dissenso però meraviglia invece l'assenza di reazione vaticana. Anzi, Mons. Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio di evangelizzazione dell'Occidente, cappellano del territorio di Montecitorio e quindi degli onorevoli deputati, dichiara che la bestemmia di Berlusconi in Tv va "contestualizzata", cioè va messa nel contesto. E che significa?
La bestemmia non era, non è, non sarà sempre un oltraggio al Dio in cui ogni uomo crede o tenta di credere? E quale sarebbe questo "contesto" che rende tale bestemmia anziché un oltraggio un semplice buffetto al Dio Creatore del cielo e della terra? Il "contesto" scusante è probabilmente a conservazione di interessi politici, economici, di privilegi garantiti e da garantirsi nei confronti di questo capo del Governo.
Detto prelato anzi si scusa dicendo:" è peggiore un 'imprecazione di passaggio oppure una legge contro la famiglia, a favore dei gay e dell'eutanasia?". Insomma pronunciamenti del genere, conclamati dal pulpito così elevato, per di più a favore di un personaggio che antepone il successo personale, le leggi ad personam, l'amoralità, la frequenza ostentata di minorenni e belle donne, tutto ciò sconcerta il credente di oggi il quale conclude che ognuno può farsi la sua morale a piacere. Fai da te.
Una morale esigente con i deboli conciliante con i potenti
Per non citare poi l'altro caso divulgato in Tv. Ai funerali dell'attore Raimondo Vianello il 17.4.10 a Milano il nostro Premier, sposato, divorziato, risposato si fa la sua bella comunione, quasi a sfidare tutte quelle coppie di povera gente, finita in un divorzio, cui però è assolutamente vietata la comunione. A qualche militante del Movimento Messianico di Comunione e Liberazione chiesi un parere. Fedele al Papa e a Berlusconi mi rispose dribblando: "bisogna vedere il 'contesto', cioè la coscienza e non giudicare". Ma la coscienza della gente del popolo non esiste? Quando si tratta di ingraziarsi i potenti vanno a farsi benedire principi e coerenza!
L'ultimo caso attuale di questi giorni è la dichiarazione di Papa Ratzinger concernente il preservativo. Si sa che la millenaria tradizione della chiesa considera il rapporto sessuale solo in vista della procreazione dei figli. E qualsiasi rapporto o interrotto o reso impedito a ciò viene considerato una colpa grave. Mai come in questo ambito si ribadì sempre "il Magistero perenne della chiesa". D'accordo di fronte qui si era indebolito da tempo anche per il dissenso di parecchi vescovi e preti nel mondo, specie in Africa e Sudamerica, e nell'ultimo ventennio per le forti pressioni e motivazioni del Card. Martini di Milano, il quale tutt'oggi insiste sulla convocazione di un concilio ecumenico universale in cui rivedere anche il concetto della sessualità nella vita umana, procreativa e affettiva. Ancora un anno fa, nel suo primo viaggio nel Congo Papa Ratzinger aveva ribadito che il problema dell'Aids si può superare con la distribuzione dei preservativi, che al contrario aumenta il problema. Quindi chiusura totale sulla contraccezione.
Ma i cattolici di base (non tanto quelli volutamente trasgressivi) non hanno cessato di andare per la loro strada basandosi sulla coscienza personale. Fece impressione in Svizzera la tre giorni (22-25 ottobre 2010), l'iniziativa aclatante organizzata da tutte le 8 parrocchie cattoliche di Lucerna: tre mila preservativi sono stati distribuiti davanti alla stazione della città. La conferenza dei vescovi svizzeri non ha preso posizione, il che significa che chi tace acconsente. Lo scopo non era quello di "usa il condom e fai ciò che vuoi", ma di aprire un confronto in materia. L'astinenza e la castità non è la soluzione, ma una eccezionale possibilità per alcuni, minoranza. Toh, che il Papa sabato 20 novembre promulga la possibilità di usare i preservativi in casi di necessità. Non è qui il momento di dettagliare il significato di necessità.
Il preservativo diminuisce
il numero degli aborti
Certo che per il terzo mondo dove milioni di bambini muoiono infetti da questa malattia è addirittura un dovere morale non uccidere e non lasciarli morire come topi. E' questione di rispetto della vita, d'umanità. Che dire? Molti già si chiedono come mai quasi tutti i cattolici prima di sabato 20 novembre siano vissuti in peccato mortale, magari finiti all'inferno e da oggi non più. Al di là del fatto che subito c'è chi ha parlato di rivoluzione della morale cattolica e chi ha limitato la portata dell'intervento anche qui è questione di contestualizzazione. Nel passato il sesso era visto solo come dovere procreativo, oggi anche come possibilità affettiva.
E chissà quanti aspetti della morale, dell'etica, della teologia si dovranno contestualizzare in futuro: prendere il testo ed inserirlo nel nostro nuovo contesto. Per una visione globale vorrei osservare che questa della contestualizzazione è uno dei grossi nodi delle due principali religioni attuali: Cristianesimo ed Islamismo. Ad esempio: lapidare l'adultera Sakinei in Iran è una norma proveniente dal Corano di Maometto 15 secoli fa oppure una discutibile interpretazione di qualche regime o comunità successiva? E così nel Cristianesimo: l'ostracismo o la diffidenza contro la scienza, l'evoluzione, il progresso, il sesso, la procreazione assistita, l'eutanasia è un riflesso del pensiero di Dio oppure l'interpretazione di una certa cultura, di una leadership cristiana-cattolica evolutiva nelle varie tappe della storia? Per non lasciare nessuno in stato di confusione concluderei asserendo l'importanza della contestualizzazione di un passo, di un detto, di un programma morale, di un messaggio evangelico di Gesù. Va sempre messo nel contesto, cioè nel "Mondo di Gesù" o di chi lo ha proferito. A patto che non venga tutto ciò fatto per interesse, capriccio, arbitrio personale, ma tramite un confronto con interlocutori seri e preparati. Non solo preti, ma anche laici, teologi e teologhe. Lasciamo aperto il discorso, allo scopo di dare un fondamento più oggettivo e probante alla fede del nostro tempo.