Chiusura consolato di Losanna
Comites di Neuchâtel difende l’agenzia consolare e scrive a Frattini
Neuchâtel, 6 Novembre 2010 - Nei giorni scorsi, sia la presidente del Comites Vaud Friburgo Grazia Tredanari che l’onorevole Antonio Razzi (>>> leggi) sono intervenuti contro la decisione della Farnesina di chiudere il Consolato di Losanna. Il deputato, in particolare, ricordava come da mesi, anche attraverso interrogazioni parlamentari, chiedeva che ad essere chiude fossero le agenzie consolari di Wettingen e Neuchâtel. Una posizione, quest’ultima, non condivisa da Valeria Generoso, presidente del Comites di Neuchâtel, che manifesta la propria solidarietà a Tredanari e che ricorda a Razzi come la città abbia "già dato", perdendo il Consolato e subendo il trasferimento di competenza territoriale prima a Berna e poi a Losanna. Trascorsi che Generoso ricorda in una lettera inviata al Ministro Frattini.
"L’annuncio della chiusura del Consolato generale d’Italia di Losanna, data dall’on Razzi, così come la lettera di protesta della presidente del Comites Vaud Friburgo Grazia Tredanari – si legge nella lettera – mi lascia profondamente costernata. Condivido in pieno le domande che la presidente Grazia Tredanari si pone, per rapporto alla mancanza d’informazione su quanto accade e come le decisioni siano prese dal Ministero degli affari esteri (Mae), cogliendoci di sorpresa e, come si legge bene tra le righe, facendo insinuare mancanza di chiarezza, o accuse velate che non mi sento in grado di accettare. Il Comites di Neuchâtel, le Associazioni Italiane di Neuchâtel, hanno manifestato contro la chiusura del Consolato generale d’Italia il 16 gennaio 2010, dimostrando solidarietà e riconoscenza per l’ottimo lavoro svolto e, tanto quanto la presidente Grazia Tredanari, si rammarica se una simile decisione venisse mantenuta".
"Ma - puntualizza Generoso - come presidente del Comites di Neuchâtel voglio e debbo ribadire, senza altresì ripeterle, che tutte le motivazioni che sono state avanzate per spiegare le difficoltà dei nostri connazionali di Losanna sono altrettanto vere e insopportabili qui, a Neuchâtel. Probabilmente si ha tendenza a dimenticare che questa Regione è già stata declassata da molti anni, togliendo l’Agenzia consolare a La Chaux-de-Fonds e declassando il Consolato in Agenzia consolare. Vorrei sapere - si chiede la presidente - perché l’onorevole Razzi si accanisce sempre a voler fare chiudere sia Wettinghen che Neuchâtel. Probabilmente, si ha tendenza a dimenticare che la Regione di Neuchâtel è già stata declassata da molti anni, togliendo l’Agenzia consolare a La Chaux-de-Fonds e declassando il Consolato in Agenzia consolare a Neuchâtel. Probabilmente – prosegue – si dimentica troppo facilmente la configurazione di questo territorio, dove ogni spostamento da Le Locle, Val-de-Travers, Val de Ruz, La Chaux-de-Fonds, Le Landeron, La Sagne Le Ponts-de- Martel e altri luoghi lontani, significa già perdita di ore, giornate di lavoro, con l’aggiunta dei costi dei trasporti pubblici che aumentano costantemente, questo in una condizione economica letteralmente già devastata".
"I responsabili di questo malessere - sottolinea Generoso - non siamo noi, non è Neuchâtel, che sta già pagando e ha pagato un grosso tributo attraverso il lavoro svolto da tutta l’emigrazione organizzata da più di cinquant’anni. Neuchâtel è sempre stato un esempio soprattutto nei rapporti con le autorità dell’area di Neuchâtel, dove sappiamo che la perdita dell’Agenzia consolare porterebbe ad una retrocessione di tutta la nostra comunità italiana. Ripeto: non voglio diminuire il valore del lavoro svolto dagli altri, ma nel caso sia opportuno potremmo anche noi enumerare i gemellaggi, le relazioni amicali tra Comuni italiani e Comuni di Neuchâtel, manifestazioni, promozioni turistico-culturali e tutto il resto! Saremo meno numericamente, ma non siamo secondi a nessuno! Ma è anche certo che la perdita del Consolato di Neuchâtel ha voluto dire lavorare sempre di più, lo abbiamo fatto quando ci hanno mandato a Berna, lo abbiamo fatto quando siamo entrati nella Circoscrizione di Losanna, abbiamo accettato molti sacrifici, ma - afferma combattiva - non accettiamo di sentire dire da altri che è meglio chiudere anche quello che abbiamo sempre difeso".
"L’Agenzia Consolare di Neuchâtel - ribadisce la presidente del Comites - è indispensabile, è utile, è necessaria, poiché qui c’è molto lavoro da fare e non hanno neppure abbastanza personale per poter fare tutto quello che fanno! Detto questo voglio rinnovare la mia piena solidarietà con il Consolato generale d’Italia di Losanna, e con il console Adolfo Barattolo, ritenendo ingiusto che si proceda a questa chiusura. La esorto - scrive a Frattini - a fare il possibile perché questa decisione venga rievocata, ma non a spese di altre Comunità italiane in Svizzera. Nel ringraziarLa per la cortese attenzione, La prego di gradire i miei ossequi".